31 luglio 2021

Oderzo Motta

Il sindaco salva un capriolo con il taglio cesareo

Il sindaco veterinario Favaretto ha praticato il cesareo nel bosco

| Lieta Zanatta |

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| Lieta Zanatta |

Capriolo

SALGAREDA – La femmina di capriolo era stata avvistata sofferente con la testa del cucciolo che fuoriusciva penzoloni dal basso ventre. Per questo da un paio di giorni si tentava di catturarla con una rete, per riuscire ad aiutarla. Alla fine, ci sono riusciti. Ma adesso, come fare?

“Sono stato chiamato martedì scorso alle 8 mattina, mentre ero in ambulatorio e stavo operando un cane – spiega Andrea Favaretto, il sindaco veterinario di Salgareda -. Mi dicono che hanno catturato questo capriolo che ha bisogno di essere aiutato. Così, appena ho potuto ho preso dei ferri e sono corso fuori paese, dove c'è il boschetto vicino al terreno di un'azienda di servizi di logistica, per vedere cosa fare”. In questa macchia vivono liberi otto caprioli, regolarmente registrati e seguiti con discrezione affinché non manchi loro il mangiare.

“Appena arrivato vedo la capriola con delle fasce che le avevano messo attorno alla testa per evitare che si facesse male. Ho constatato subito che si trattava di distocia, un parto anomalo, e poiché non c'era modo di espellere il piccolo ormai morto, ho proposto di procedere con un taglio cesareo”. Favaretto confessa sorridendo che si è trovato spiazzato. “Era la prima volta che mi capitava di praticare un cesareo a un capriolo, cosa che mi era successo invece con le mucche, e quindi ho proceduto allo stesso modo, praticando un'anestesia locale”.

Favaretto si muove con delicatezza. E' preoccupato perché mentre opera gli viene in mente un episodio successogli qualche anno prima, quando, per immobilizzare un capriolo che era rimasto incastrato con una zampa in un tubo zigrinato, qualcuno gli aveva infilato in testa uno scatolone. E lui s'era afflosciato, morto sul colpo dallo spavento. “Ho estratto il feto, ho ricucito la bestiola, le ho dato dell'antibiotico per prevenire la setticemia, e l'ho lasciata alle cure del proprietario del bosco”.

E conclude. “Da trent'anni faccio questa professione. Ma la bellezza di questo caso è stata quella di operare in mezzo al bosco su un tavolino portato di corsa dal proprietario, e la decisione presa all'istante, sperando che questo capriolo potesse reggere l'operazione. Mi hanno riferito che è ritornata nel branco, la vedono mangiare tranquilla. Per fortuna, è andato tutto bene”.

 


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Lieta Zanatta

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