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27 gennaio 2022

Italia

Smart Working tra benefici e difficoltà

Tra i pro l'autonomia, tra i contro la mancanza di separazione tra ambiente lavorativo e domestico

| Gloria Girardini |

| Gloria Girardini |

Smart Working tra benefici e difficoltà

La pandemia di Covid-19 ha comportato enormi cambiamenti, non solo nella socialità, ma anche ne lavoro. Lo smart working è approdato in molte aziende non solo del Veneto, ma di tutta Italia, cambiando la vita dei lavoratori italiani. ANRA, Associazione Nazionale dei Risk Manager, e Aon, hanno analizzato la situazione attuale e i possibili scenari futuri della vita lavorativa.Secondo quanto emerso dall’indagine, prima della pandemia solo il 31% dei dipendenti poteva usufruire dello smart working, e non su base quotidiana mentre, allo stato attuale, i lavoratori che proseguono completamente l’attività da remoto rappresentano quasi l’80%. Uno stravolgimento imposto dalla situazione emergenziale, che ha fatto riflettere sui vantaggi, ma anche sui limiti di questo strumento. La preoccupazione delle aziende che non usufruivano di questa modalità si basava sulla mancanza di una strumentazione idonea o sul timore di un calo della produttività.

 

In questo periodo diversi lavoratori hanno riscontrato che oltre il 70% delle proprie attività può essere svolto da remoto. Tra i problemi riscontrati vi sono:  il rapporto con clienti e terze parti, probabilmente per la poca abitudine ai nuovi strumenti di comunicazione, che ha rappresentato un ostacolo al confronto, soprattutto per i professionisti più maturi. Quasi il 30% sottolinea come problematica principale l’impatto sullo stato d’animo e sull’engagement dei lavoratori. L’abitudine al lavoro in presenza da una parte, e la mancanza di una cultura aziendale basata sulla condivisione di valori dall’altra, hanno probabilmente risentito del repentino e forzato isolamento, al quale tuttavia le aziende hanno cercato di fare fronte con una serie di iniziative.

 

Il 68% delle imprese è riuscito a programmare momenti di confronto periodici con i propri dipendenti, come coffee break digitali, aperitivi virtuali, videocall. Il 45% ha inoltre fornito servizi aggiuntivi come corsi di formazione, supporto psicologico o alla genitorialità e corsi sportivi.La ricerca ha poi indagato vantaggi e svantaggi dello Smart Working. Ai primi posti, in entrambi i casi, si ritrovano elementi correlabili al fattore tempo e al bilanciamento tra vita lavorativa e non. Tra i pro, il 47% evidenzia infatti la possibilità di gestire con più autonomia i propri orari di lavoro e il 43% un migliore equilibrio tra vita privata e professionale. Tra i contro, pesano invece la mancanza di separazione tra ambiente lavorativo e domestico (48%) e soprattutto la grande difficoltà nel limitare le ore dedicate al lavoro (58%). Polarizzazioni che sembrerebbero contraddirsi ma sono in realtà dovute al fatto che i lavoratori si sono trovati a passare da un estremo all’altro, e dunque le loro percezioni sono risultate estremizzate.

 



Gloria Girardini

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