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19 gennaio 2022

Treviso

Lo spintonano e gli rubano la bici perché non paga le dosi di stupefacente

Il terzetto di pusher operava da almeno tre anni a Treviso. Mentre in una seconda indagine anti-spaccio, i Carabinieri sorprendono un 25enne che coltivava marjuana in casa

| Gianandrea Rorato |

| Gianandrea Rorato |

il materiale sequestrato

TREVISO - Pusher sorpresi a cedere le dosi di stupefacenti. Un 20enne e due 22enni dell'hinterland trevigiano dovranno presentarsi quotidianamente ai Comandi dell’Arma di residenza per un provvedimento del GIP del Tribunale di Treviso, dopo le indagini dei Carabinieri di Dosson di Casier , con il coordinamento della Procura della Repubblica trevigiana.

L’accusa per i tre giovani, incensurati, è quella di spaccio di sostanze stupefacenti e tentata estorsione in concorso. Il risultato è conseguenza delle investigazioni a seguito della denuncia di un coetaneo cui gli indagati, nei mesi scorsi, avevano chiesto una somma di denaro a titolo di risarcimento per il furto di alcune decine di grammi di marijuana che, a loro dire, il giovane aveva commesso in danno proprio di uno dei due 22enni.

La vittima, nella circostanza, era stata affrontata dai tre, spintonata e malmenata e le erano stati sottratti la bicicletta e gli effetti personali (chiavi di casa e capi di abbigliamento), con la minaccia di non restituirglieli nel caso in cui non avesse pagato la somma richiesta. Le indagini hanno consentito di raccogliere un grave quadro probatorio a carico degli indagati per la citata tentata estorsione in danno del loro conoscente, ma anche di aprire un preciso “spaccato” sulla consolidata attività illecita di detenzione e spaccio di stupefacenti svolta dal terzetto, attivo a Treviso e nell’hinterland del Capoluogo da almeno 3 - 4 anni (quindi già da quando gli stessi erano ancora minori).

La droga (marijuana e hashish) veniva detenuta presso le abitazioni dei tre e quindi distribuita a giovani clienti abituali di età compresa tra i 17 e i 23 anni, solitamente in parchi e aree verdi, con cadenza pressochè giornaliera. Lo stupefacente veniva occultato in zaini o sotto la vegetazione e poi ceduto, previ appuntamenti presi con i clienti per telefono servendosi dell’usuale messaggistica istantanea e utilizzando comunque un linguaggio “in codice”, specie con riferimento al numero di dosi richieste (es. ci vediamo tra cinque minuti…a significare 5 dosi di stupefacente).

Qualche mese fa, nel pieno dell’attività e a riscontro della bontà delle investigazioni in essere, i Carabinieri operanti avevano rinvenuto nell’abitazione di uno dei tre indagati quasi 23 grammi di hashish.

In una distinta operazione, i Carabinieri di Istrana hanno invece denunciato per detenzione e coltivazione di stupefacente un 25enne della zona che, sottoposto a perquisizione d’iniziativa perché spesso notato in atteggiamento sospetto, nei pressi dell’abitazione, in compagnia di altri giovani, è stato trovato in possesso, in casa, di 15 grammi di marijuana, una pianta di cannabis in fase di coltivazione e materiale vario per la pesatura e il confezionamento della droga, il tutto posto sotto sequestro.

 


| modificato il:

Gianandrea Rorato

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