03 agosto 2020

Treviso

"Il tiramisù è la storia di donne, di mamme e di casa”

Il progetto editoriale di Francesca Verdura, dalle origini della ricetta ai ricordi del dolce più conosciuto al mondo

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

TREVISO - Mascarpone, savoiardi, uova, caffè e cacao: pochi e semplici ingredienti che, se ben combinati, regalano il dolce perfetto il Tiramisù. Un intero capitolo del nuovo libro di Francesca Verdura, è dedicato ai cinque ingredienti del Tiramisù.

Partendo proprio da questi, l’autrice ha ripercorso le tappe salienti della nascita del Tiramisù, divenuto il dolce più conosciuto al mondo.

Un dolce la cui storia è legata alla tradizione e a tante figure femminili.
A partire da Alba Campeol ristoratrice e mamma che, tra il 1969 e il 1970, codificò per prima il tiramisù, partendo dal più semplice e comune “sbatutìn”, inserendolo come dessert nel menù del ristorante “Le Beccherie”, o Giuseppina Tiretta, la prima ad usare i savoiardi al posto del pan di Spagna, fino ad arrivare alle nonne e mamme di ciascuno di noi.

Paolo Lai del ristorante Le Beccherie e l'autrice Francesca Verdura

“Il Tiramisù ha una mamma sola” è la storia di donne, di mamme e di casa, del Tiramisù di Treviso. Il nuovo progetto editoriale è stato presentato ieri a Casa dei Carraresi, luogo che lo scorso anno, tramite lo sportello dedicato al tiramisù ha raccolto, dai trevigiani, testimonianze, foto, ricordi e aneddoti legati a questo dolce.

“È un libro semplice, come lo è queso dolce. Un libro che nasce principalmente dalla mia curiosità – spiega Francesca Verdura, veneziana, autrice inedita per questo libro – dal voler raccontare una storia con gli occhi di una persona semplice, di una mamma, una donna di Treviso. Per questo l’ho pensato da subito come una scatola-museo, un luogo in cui ognuno può entrare per ripercorrere la storia del dolce più amato del mondo, i suoi sapori, il suo lato patriottico e, soprattutto, provare quel senso di gioia, di famiglia, che tutti sentiamo quando assaggiamo il tiramisù”.

Un libro che in un anno e mezzo di preparazione ha raccolto testimonianze e la partecipazione di tanti professionisti della ristorazione trevigiana che hanno aperto all’autrice le porte dei loro ristoranti e dei loro ricordi più belli legati a questo dolce, perché, per i trevigiani “il Tiramisù simboleggia l’infanzia e la famiglia”. “Racconta il passato, il presente e il futuro che vorremmo per il nostro Tiramisù – afferma Paolo Lai, promotore dell’iniziativa - il dessert simbolo di quella che possiamo definire “la tavola di Venezia” e un’opportunità unica per dare a Treviso, madre di questo meraviglioso dolce, la visibilità che merita”

“Ben vengano progetti come questo, dedicati alle nostre eccellenze – sottolinea Andrea De Checchi, vicesindaco di Treviso – Spesso per quotidianità e vicinanza noi trevigiani non capiamo fino in fondo le potenzialità che i nostri prodotti possono creare all’esterno e nei confronti del turista. Attraverso questo libro ancora una volta possiamo comunicare la nostra identità, ciò che rappresenta. E dato che - aggiunge - il Tiramisù ha una sola mamma e si chiama Treviso, dobbiamo attivarci affinché questo venga riconosciuto”.

Il libro ha anche uno scopo benefico. Parte del ricavato della vendita sarà devoluto all’associazione Lilt di Treviso.

 


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Isabella Loschi

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