05 marzo 2021

Vittorio Veneto

La toccante storia di chi è stato assistito dai medici dell’Usca, per il Covid

"Amorevoli, attenti, scrupolosi... non potrò mai dimenticarli"

| Claudia Borsoi |

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| Claudia Borsoi |

Usca

VITTORIO VENETO - «Desidero ringraziare pubblicamente i giovani medici dell’Usca (Unità speciale di continuità assistenziale ndr), donne e uomini che mi hanno costantemente supportata dal punto di vista medico e umano nelle lunghe e dure giornate in cui mio marito, già affetto da malattia rara, è stato colpito da Covid-19».



Francesca Salvador, vittoriese di Nove, testimonia la grande umanità e l’impegno di chi, medico e infermiere, si occupa dei pazienti affetti da Coronavirus a domicilio. Il marito sabato scorso, dopo tre settimane, ha finalmente avuto il tampone molecolare negativo.



«Sono state tre settimane intense – ammette la signora Francesca -, in cui da sola, senza l’aiuto di mia figlia e di mio genero risultati pure positivi al Covid-19, ho fornito assistenza 24 ore su 24 a mio marito. E forse per miracolo, visto che giorno e notte sono al suo fianco, io non mi sono ammalata. Costantemente fornivo via telefono ai medici dell’Usca i parametri di mio marito, dalla febbre alla saturazione. Chiamavano anche due o tre volte al giorno. Una volta sembrava ci fosse bisogno di ossigeno e loro sono prontamente arrivati».



Per Francesca Salvador le ultime settimane sono state molto impegnative, dal punto di vista fisico, ma anche morale. Sola, con il marito immobile a letto, a battagliare contro questo virus che oltre al dolore fisico, porta con sé anche la privazione degli affetti e delle persone che solitamente possono offrire un aiuto.



«Nonostante l'isolamento, i giovani medici dell’Usca al bisogno sono sempre arrivati a domicilio, bardati con le loro divise, ma in prima linea con il rischio di contaminarsi. Amorevoli, attenti, scrupolosi anche nel consultarsi tra di loro – sottolinea Salvador -. Anche se sola in casa, mi sono sempre sentita guidata e sicura nelle cure. Competenti e vicini. Non potrò mai dimenticarli e auguro a tutti loro ogni bene e una carriera brillante e meritata».


 


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Claudia Borsoi

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