31 luglio 2021

Mogliano

Toni Benetton: il Dio Vulcano

25 anni fa moriva un artista di fama internazionale

| Tiziana Benincà |

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| Tiziana Benincà |

Toni Benetton a 25 anni dalla sua morte

MOGLIANO VENETO - 25 anni fa moriva un grande artista di fama internazionale: Toni Benetton.

Nato nel 1910 e mancato nel febbraio 1996, Toni aveva acquistato Villa Marignana per trasformarla in un luogo di riferimento per la lavorazione del ferro.

Oggi la villa, oltre ad essere uno splendido scenario per eventi, ospita molte opere dell’artista, che permettono di capire il suo sviluppo e la profonda conoscenza dell’ambiente.

“Toni voleva la villa perché desiderava un punto fermo dove far conoscere la materia.” commenta la moglie Ada “Solo vedendo il territorio dove è vissuto un artista, si riesce a capirlo, perché lascia le tracce della sua terra nelle proprie opere. Lui inoltre aveva molti amici che lo ispiravano grazie al dialogo, una cosa che oggi manca.”

Toni infatti era molto amico di Bepi Mazzotti, Giovanni Comisso, Andrea Zanzotto, solo per citarne alcuni. Cosa li accomunava? “L’essenza di dover costruire qualcosa nel dopoguerra. C’era la necessità di utilizzare le proprie capacità. Non c’era invidia e c’era voglia di collaborare e creare cose nuove. La tua generazione purtroppo questo spirito non ce l’ha; vivete in un periodo buio.” così aveva risposto Zanzotto alla domanda postagli da Giovanni, figlio di Toni e a sua volta artista.

“Quello che vorrei creare è un Centro Internazionale per la Lavorazione dei metalli, perché mio papà non aveva timore d’insegnare.” spiega Giovanni Benetton “Zanzotto diceva che il loro grande vantaggio era essere usciti da una guerra che aveva distrutto tutto e quindi c’era la necessità di ricostruire, senza perdere tempo in futili discussioni per dimostrare chi era più bravo. Speriamo che questa pandemia permetta di resettare così tanto da ripartire senza limiti. Mi auguro un rapporto umano più vicino nel dialogo; lo scambio di opinioni e di idee è importante, perché permette di cambiare punto di vista.”

Il Covid non ha permesso di dare il via a festeggiamenti ed eventi commemorativi nella villa, ma l’auspicio della famiglia è quello di ricevere un aiuto da parte delle istituzioni pubbliche per la divulgazione della figura di un artista dalla fama internazionale che richiama artisti da tutto il mondo.

“La modernità ha il vantaggio di avere tempi molto stretti, ma stiamo perdendo gli architetti della creatività, in grado di creare gli spazi in cui far nascere e sviluppare la creatività artistica.” conclude Giovanni.

Citando Giovanni Comisso: “L’officina di Antonio Benetton è come un circo equestre: non ne ha soltanto la stessa sagoma, ma in essa avviene la stessa sequenza di giuochi e di sorprese …” perché, come dice la signora Ada “Il martello dà un ritmo quando lo batti e tutti gli operai lavorano seguendo il ritmo di Toni.”

 


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Tiziana Benincà

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