31 marzo 2020

Vittorio Veneto

Traforo, esposto alla Corte dei Conti

Sotto alla lente di Partecipare Vittorio la pista per i camion

| Claudia Borsoi | commenti |

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Traforo, esposto alla Corte dei Conti

VITTORIO VENETO – Un nuovo esposto alla procura della Corte dei Conti è stato depositato oggi, 17 giugno. A firmarlo è la civica Partecipare Vittorio che chiede vengano eseguite delle verifiche puntuali sulla pista per i camion realizzata a lato del cimitero di Sant’Andrea per accedere al cantiere del traforo di Santa Augusta in zona Rindola. Nello specifico chiedono alla Corte dei Conti di verificare i costi che Anas sostiene per occupare temporaneamente quello spazio, per la civica «sproporzionato», avanzando l'ipotesi di «danno erariale».

 

«Tra il dicembre 2015 ed il febbraio 2016 è stata realizzata una pista di accesso al cantiere per i mezzi pesanti, con l’obiettivo di evitare che tali mezzi continuassero a passare attraverso le vie del borgo del quartiere – fa memoria Partecipare Vittorio -. A tal fine l’Anas ha proceduto ad una occupazione temporanea dei terreni di una serie di proprietari per la durata prevista di 2 anni; l’occupazione è stata pagata circa 1,8 euro/mq per ogni anno di occupazione. Questa pista ha un’area stimabile in circa 11.000 mq che comportano un esborso da parte di Anas di circa 40.000 euro totali per l’occupazione temporanea». E, stando ai calcoli della civica, quell’occupazione poteva esser ridotta a soli 2.500 mq, con esborso di 9 mila euro. «Abbiamo chiesto alla Corte dei Conti di verificare se l’area di 11 mila mq non sia troppo estesa per lo scopo  prefisso del semplice accesso dei mezzi pesanti al cantiere: infatti si può realisticamente ipotizzare che sarebbe bastata un pista di accesso con una larghezza pari a 10 m ed una lunghezza di 250 m, che avrebbe comportato un risparmio di circa 31 mila euro».

 

Nell’esposto, Partecipare Vittorio chiede anche di verificare «in base a quale regolamento o legge o altro Anas abbia realizzato un passaggio stradale per i proprietari dei terreni, regalando, di fatto, agli stessi un diritto che prima non avevano (eccetto il proprietario della particella 1645, che confina direttamente con il parcheggio del cimitero). Il tutto con un conseguente esborso di circa 2.200 euro».

 



Claudia Borsoi

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