24 gennaio 2020

Vittorio Veneto

IL TRENINO DI DA RE

Polemiche sull'onda del ciuff-ciuff leghista

Emanuela Da Ros | commenti | (26) |

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IL TRENINO DI DA RE

Il trenino di Da Re si è fermato a Costa.

Ieri pomeriggio il candidato del Carroccio, Toni Da Re, aveva utilizzato un trenino turistico (che faceva la spola da Serravalle a Ceneda) per farsi un po' di pubblicità. Oggi a far deragliere le intenzioni pubblicitarie dell'uomo della Lega, ci prova Costa, candidato del Pd.
 
"Nel caldo week-end vittorese - scrive Costa in una nota appena diffusa - circolava insistentemente per la Città un trenino che pubblicizzava la candidatura a sindaco di Gianantonio Da Re.
Forse sarebbe stato più opportuno per il candidato in questione (nonchè segno di maggior coerenza) scegliere un diverso mezzo di trasporto, visto che da Consigliere Regionale non si può certo dire che si sia speso per migliorare il servizio ferroviario vittoriese (ricordiamo che il contratto di trasporto ferroviario è competenza proprio della Regione).


Va ricordato che la negligenza dell’amministrazione leghista è riuscita a far retrocedere Vittorio Veneto dal secondo stralcio dei lavori per la metropolitana di superficie al quarto stralcio, che di fatto, non verrà mai eseguito.
L'amministrazione coneglianese si è, invece, impegnata ed ha ottenuto di essere inserita nella seconda fase del progetto.
Va ricordato, ancora, che le stazioni di Soffratta e del Centro di Vittorio Veneto mai sono state ridotte in condizioni così indecenti come negli ultimi anni di amministrazione Scottà.


Così, mentre il trenino leghista scorrazza (su gomma) per la Città portando a passeggio gli amici dell'aspirante Sindaco, i cittadini vittoriesi (tutti e di qualsivoglia orientamento politico) combattono quotidianamente con un servizio ferroviario (su rotaia) insufficiente, mal orgnizzato, disagevole e spesso ulteriormente condizionato da  guasti e ritardi.
Evidentemente, anche nei trasporti, esistono cittadini di serie A (gli "aficionados" di Da Re) e di serie B (tutti gli altri)."

Insomma Giuseppe Costa ritiene che ricorrere al trenino per far viaggiare il nome di Da Re sia stato una sorta di autogoal perché sul fronte dei trasporti ferroviari la politica della Lega non ha agevolato i viaggiatori e i numerosi pendolari.

 



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Emanuela Da Ros

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