26 novembre 2020

Treviso

Treviso, la "cacciata" di Crisanti: il comune toglie il patrocinio e l'Ateneo annulla l'evento

Cà Sugana:"Non patrociniamo opinioni personali che mettono in dubbio l'operato del servizio sanitario", Zanoni (Pd):"Vergognoso"

| Isabella Loschi |

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crisanti andrea

TREVISO - L’Ateneo di Treviso inaugura il 210^ anno accademico con un evento al teatro Comunale. Ospite attesissimo il virologo Andrea Crisanti, il padre dei tamponi in Veneto, invitato martedì prossimo a fare il punto sulla pandemia e le sue prospettive.

Ma d’un tratto, il Comune di Treviso, che aveva appoggiato inizialmente l’iniziativa, decide di togliere il patrocinio all’evento, con sorpresa della presidente dell’Associazione, Antonietta pastore Stocchi. E ora l’Ateneo comunica che l’evento è annullato “alla luce dei divieti contenuti nell’ultimo Dpcm, che vieta convegni e congressi, e del peggioramento della situazione sanitaria derivata dal coronavirus”.

Tutta colpa del Covid dunque? Difficile credere che la politica e la rottura tra il professor Crisanti e il governatore Zaia, non c’entrino nulla sulla scelta di non patrocinare l’evento. In primis sul dietrofront fatto dal Comune che oggi, ha spiegato: “Vista la situazione delicata e incerta che stiamo vivendo, dove tutti si sentono medici e virologi, l’amministrazione ha deciso di ritirare il patrocinio e mantenere le distanze da tutte quelle opinioni, di carattere personale, seppur assolutamente legittime, soprattutto quelle del professor Crisanti - dichiara il vicesindaco Andrea De Checchi - In particolare quelle opinioni che possano gettare ombre sull’operato, decisamente positivo, del nostro servizio sanitario”. “Abbiamo ritenuto giusto - aggiunge De Checchi - non mescolare iniziative di carattere culturale con patrocini che diventino portatori di idee personali”. Eppure l’amministrazione in passato aveva patrocinato lezioni di storia, di lingua veneta tenuti dai venetisti.

“La decisione della giunta mostra finalmente il vero volto del potere di Zaia - commenta Alessandro Bisato, segretario regionale del Pd - Al di là della vulgata che lo dipinge come bonario uomo di popolo, il presidente del Veneto esercita il potere in maniera feroce e vendicativa. Non tollera critiche, figurarsi il dissenso, soprattutto se proviene dall’ambito scientifico e non da una parte politica. Crisanti è diventato per la Regione un ‘intoccabile’, come gli appartenenti alla casta indiana più bassa, perché ha osato mettere a nudo l’inadeguatezza della dirigenza regionale sanità di fronte all’emergenza Covid-19”.

“Conte - aggiunge Andrea Zanoni (Pd) - dovrebbe ringraziare il professor Crisanti è anche merito delle sue intuizioni se la sanità veneta ha retto, se l’ospedale di Treviso non è collassato come quelli di Bergamo e della Lombardia. Evidentemente nello Zaiastan si può tutto, tranne criticare il doge: un’idea di democrazia piuttosto singolare”.  “Non era mai accaduto e le motivazioni, politiche, sono davvero imbarazzanti: l’Università è un luogo di libero confronto. Oltretutto il professor Crisanti, a differenza di quanto dice la giunta, non si è mai permesso di criticare il lavoro del personale sanitario, sempre in prima linea. Ha invece legittimamente contestato chi mandava messaggi falsamente rassicuranti, raccontava favole, parlando di virus più debole o addirittura morto”.

 


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