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07 dicembre 2021

Treviso

Treviso celebra l’arte di Paris Bordon, in mostra a Santa Caterina opere inedite

Dal 25 febbraio al 26 giugno la città si prepara a celebrare il “Divin Pitor” con la più ampia monografia mai realizzata

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

Paris Bordon

TREVISO - La città dedica al suo più grande pittore, Paris Bordon (Treviso 1500 – Venezia 1571), definito dallo storiografo veneziano Marco Boschini, il “Divin Pitor” – termine che ha usato solo per Raffaello e Tiziano – la più ampia monografica mai realizzata finora con opere eccezionali, molte delle quali mai esposte in Italia.

La rassegna, che sarà allestita al museo Santa Caterina dal 25 febbraio al 26 giugno 2022,
è curata da Arturo Galansino, direttore della Fondazione Palazzo Strozzi a Firenze, e da Simone Facchinetti, ricercatore presso l’Università del Salento. La mostra racconta la creatività e la qualità straordinaria dell’opera dell’allievo di Tiziano, riunendo i suoi capolavori provenienti dai più prestigiosi musei del mondo, tra i quali l’Ermitage di San Pietroburgo, il Museo Puskin di Mosca, la National Gallery di Londra, il Louvre di Parigi, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, l’Ashmolean Museum di Oxford, ma anche le Gallerie degli Uffizi di Firenze o i Musei Vaticani.

“Una grande mostra che segue un percorso ben preciso all’insegna dell’internazionalità e dell’identità”, afferma l’assessore ai Beni Culturali Lavinia Colonna Preti. “Paris Bordone, oltre ad essere uno dei grandi nomi che hanno rappresentato e rappresentano tutt’ora Treviso nel panorama artistico e culturale, ritroverà proprio nella città che diede i natali al “Divin Pitor” l’esposizione definitiva, capace di raccontare come ha conquistato i visitatori delle più famose pinacoteche del mondo. Ora Treviso si prepara a celebrare il “Divin Pitor” con una mostra innovativa e trasversale”.

Una novità assoluta che intende riscoprire la varietà e la ricchezza della produzione del genio trevigiano attraverso i suoi sensuali ritratti, le rappresentazioni mitologiche, le scene sacre delle grandi pale d’altare e le piccole opere destinate alla devozione privata. Si passa così dai primi ritratti “al naturale”, di impronta palmesca e tizianesca (in mostra verrà esposto il più antico ritratto realizzato da Paris Bordon del 1523, proveniente dall’Alte Pinakothek di Monaco) a quelli segnati da un sofisticato manierismo, nati in un clima internazionale. Numerosi i ritratti femminili, spesso di cortigiane raffigurate come divinità mitologiche, ad evocare una bellezza ideale, lontana e trasfigurata. È il caso del sorprendente Ritratto di donna allo specchio proveniente dalla Galleria Canesso di Parigi.

Lungo il percorso espositivo verranno presentate anche splendide allegorie, tra le quali spicca Venere, Marte e Cupido, in prestito dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, o le ampie scene religiose, come la sorprendente Annunciazione, proveniente dal Museo di Caen. Un’altra importante novità è l’esposizione della monumentale pala d’altare, San Giorgio e il drago, proveniente dai Musei Vaticani, che sarà possibile ammirare per la prima volta dopo un accurato restauro, realizzato in occasione della mostra.

 


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Isabella Loschi

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