30 maggio 2020

Treviso

A Treviso le celebrazioni dell'Assunta, il messaggio del vescovo Gardin con frecciatina a Salvini

A Santa Maria Maggiore la tradizionale messa del giorno di Ferragosto

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A Treviso le celebrazioni dell'Assunta, il messaggio del vescovo Gardin con frecciatina a Salvini

TREVISO - La mattina di Ferragosto si sono svolte le tradizionali celebrazioni per la solennità dell’Assunta, nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Treviso.

Durante la messa celebrata per l’ultima volta dal vescovo di Treviso Gianfranco Agostino Gardin che a settembre lascerà la guida della Diocesi trevigiana a don Michele Tomasi, ha letto il suo messaggio rivolgendo una lunga riflessione alla figura della Vergine Maria con riferimento ai temi dei nostri giorni. “Oggi sono altri i problemi o le vicende che ci preoccupano o che ci coinvolgono. E forse eventuali vittorie o realizzazioni della società non suscitano più il bisogno di esprimere gratitudine alla Madonna. Qualcuno, in verità, anche ad alti livelli istituzionali, è solito ringraziare la Madonna, ma, a quanto pare, per ragioni che non sembrerebbero proprio trovare il consenso o la protezione della Vergine, almeno quella vera, quella che il Vangelo, come il brano odierno, ci fa conoscere e riconoscere. Suscitando, tra l’altro, il disappunto o l’indignazione dei veri credenti”.

“La preghiera di lode che Maria eleva deve ispirare anche la nostra preghiera. Penso, in particolare, al bisogno e al dovere di ringraziare il Padre, guardando alla nostra città e alla nostra Chiesa trevigiana, per la presenza tra noi di tutti coloro che non si lasciano guidare dalla logica perversa dei forti e dei potenti che ignorano e addirittura schiacciano gli umili e i poveri, ma riconoscono e si prendono cura degli ultimi, dei sofferenti, dei piccoli, dei soli, dei rifiutati, dei disperati, di chi vive situazioni diverse di precarietà, solitudine, abbandono, sofferenza. Non mancano, anche nella nostra città, coloro che, con un cuore grande e generoso, in forme visibili o nascoste, a livelli più istituzionali o professionali o nell’intimità della loro casa, o nel volontariato, o comunque ponendosi in quelle realtà che papa Francesco definisce “periferie esistenziali”, si fanno “prossimi” verso i molti feriti dalla vita o sono resi emarginati”.

"A me pare che tutti questi modi di porsi accanto agli altri, questo farsi fratelli e sorelle miti e accoglienti dove altri vorrebbero azioni disumane per difendere la propria tranquillità, costituiscano per la città e per la società una “vittoria” di umanità e di bene assai più significativa di quella piccola vittoria armata del 1300 che motivò l’omaggio odierno rivolto a Maria. La Vergine Assunta ci aiuti tutti, aiuti in particolare la nostra città e a chi esercita in essa il servizio e la responsabilità di governo, a crescere nella fraternità, nella solidarietà, nella ricerca del vero bene. Ci apra ad una speranza attiva e condivisa”.

 

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