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08 febbraio 2023

Treviso

Troppi incidenti in A4: "Traffico triplicato ma pochi investimenti nella sicurezza"

Vendrame, presidente autotrasportatori Confartigianato: "Venga istituita una distanza minima obbligatoria fra veicoli di 60- 70 metri"

| Isabella Loschi |

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incidene A4

TREVISO - Incidenti e vittime all’ordine del giorno. L’A4 Venezia e Trieste, in particolare nel tratto San Donà di Piave a Portogruaro, unico tratto rimasto a due sole corsie per senso di marcia, è diventata l’autostrada con la maggiore incidentalità del Nordest. Un problema preoccupante con una escalation di incidenti, anche mortali, nelle ultime settimane.

“Dagli inizi degli anni Duemila l’autostrada A4 si è dimostrata insufficiente ad accogliere il flusso di traffico nazionale e internazionale e da subito si è parlato di terza corsia. Ma rispetto ai lavori di cantierizzazione dell’ampliamento dell’infrastruttura non c’è stata una concomitante programmazione degli interventi volti a mettere in sicurezza l’esistente: mancano le piazzole di sosta e la corsia di emergenza è inadeguata”.
Queste le parole di Danilo Vendrame, presidente autotrasportatori Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, che propone una serie di interventi per cercare di ridurre gli incidenti. “Una delle principali cause degli incidente è la distrazione dei conducenti. E’ vero, ma è altrettanto vero che non si è intervenuti per aumentare il loro livello di attenzione. Mantenere una distanza di sicurezza adeguata, indipendentemente dalla corsia sulla quale si sta viaggiando, è un salvavita. Permette di gestire una situazione emergenziale trasformando un incidente mortale in un incidente meno grave. Se un automobilista si trova in difficoltà e ha necessità di fermarsi, non sa dove sostare. E’ costretto a continuare, compromettendo la propria e l’altrui sicurezza”.

“Da professionista che viaggia su questa strada e quale rappresentante di oltre 700 autotrasportatori di Confartigianato - continua Vendrame - propongo di istituire una distanza minima obbligatoria fra veicoli di 60- 70 metri e di utilizzare catarifrangenti e “occhi di gatto”  da posizionare sul manto stradale, assieme a della segnaletica verticale (un sistema analogo a quello che si utilizza per indicare la velocità di sicurezza da tenere in caso di nebbia), affinché chi guida sappia se la sua distanza dal mezzo che lo precede è adeguata e guida abbia chiara la percezione del pericolo a cui si sta esponendo”.

“Negli ultimi 20 anni - conclude- il traffico sulla A4 è triplicato e di conseguenza anche gli introiti della società autostrade sono triplicati senza essere stati investiti nella sicurezza del tratto maledetto, quello che va da San Donà di Piave a Portogruaro. In certi giorni specialmente, il lunedì e martedì da Trieste verso Venezia e il giovedì e venerdì da Venezia verso Trieste, il traffico è molto intenso. Si aggiunga inoltre che il flusso dei veicoli che arriva da Milano è distribuito su tre corsie, quello che proviene da Venezia su due e a San Donà tutto si imbottiglia in due sole corsie”.

 


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