21 settembre 2020

Nord-Est

Turismo, il mare è la meta più gettonata dell'estate post lockdown

Il Veneto da giugno registra una tiepida ripartenza, le città d'arte ancora in sofferenza: "Mancano i turisti di lungo raggio"

| Isabella Loschi |

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TREVISO - Tra gli italiani che decideranno di spostarsi 1 su 5 sceglierà il Veneto, mentre tra i tedeschi e gli austriaci 1 ogni 10 opterà per una vacanza nella nostra regione. Sono questi alcuni dei dati emersi dalle indagini svolte dall’Osservatorio Turistico Regionale Federato, sulla propensione della domanda italiana e di lingua tedesca sul sentiment verso le destinazioni venete, presentati venerdì alla Camera di Commercio di Treviso.

Prendendo a riferimento i primi sei mesi del 2020 e confrontandoli con lo stesso periodo del 2019 la flessione dei turisti registrata in Veneto è del 70%. Si pensi, ad esempio, solo a Venezia: su 10 turisti presenti in un normale giorno dell’anno, solo uno è italiano, mentre la maggior parte arriva dal nord America. Gli altri dai paesi come Cina e Giappone e Europa. Questo fa subito capire la sofferenza per le città d’arte della mancanza dei visitatori di lungo raggio.

Nonostante questo il Veneto da giugno, con l’allentarsi del lockdown, registra una tiepida ripartenza: confrontando i dati di questo mese con quelli dell’intero primo semestre, si evidenzia che la flessione diminuisce fino a -67%. L’offerta balneare appare la più gettonata per l’estate, quella che più risponde alla domanda di questo periodo; le città d’arte sono le mete più in sofferenza anche per senso di eccessiva contiguità sociale dato dagli agglomerati urbani; il lago ha patito più di altri il lockdown primaverile, azzerando una parte significativa della stagione 2020. La montagna, infine, è riuscita a salvare buona parte della stagione invernale e ora sta ricevendo un buon riscontro per l’estate; le terme rimangono su percentuali stabili.

In Veneto si evidenzia la tendenza di tassi di invenduto ancora alti: si rilevano circa 3,5 milioni di offerte disponibili in Veneto fino alla fine dell’anno su tutte le tipologie, con un prezzo medio di 126 euro che aumento a 145 per agosto e un tasso di occupazione dell’8% che arriva al 20% solo in agosto.

“Il Veneto si conferma una delle destinazioni che stanno reagendo in maniera più efficace alla prevedibile forte contrazione della domanda turistica nazionale e internazionale causata dal Covid-19. La strada che porta al superamento della grave crisi economica che sta colpendo pesantemente il terziario, soprattutto il comparto turistico e le sue varie componenti, dalla ricettività ai servizi, dalla ristorazione  all’accoglienza, è tutta in salita - dichiara l’assessore al Turismo della Regione Federico Caner - Ma dalle analisi dei dati e dalle proiezioni emergono segnali incoraggianti per una rimonta tutt’altro che impossibile, in forza dell’alto tasso di fedeltà della clientela e dell’attrattività per la variegata offerta veneta e dell’affidabilità del sistema sanitario della nostra regione”.  

Nel post lockdown si evidenzia infine, una trasformazione dei mercati di riferimento: oltre a un’inversione delle quote italiani -stranieri rispetto all’anno scorso, scompare il lungo raggio, e, tra gli europei, tedeschi (8,8%) e austriaci (11,7%)confermano il loro interesse per le nostre destinazioni, mentre spariscono gli inglesi.

 


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Isabella Loschi

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