25 novembre 2020

Castelfranco

Un ragno meccanico ha finalmente ripulito le fosse del castello

Ora i rifiuti che alcuni cittadini si accingevano ripulire in autonomia, non ci sono più: il comune ha anticipato i volonterosi, restituendo decoro alla città

| Leonardo Sernagiotto |

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| Leonardo Sernagiotto |

Un ragno meccanico ha finalmente ripulito le fosse del castello

FOTO - immagini delle operazioni di pulizia tratte dal profilo Facebook di Consuelo Bressan.

 

CASTELFRANCO - Il fossato del castello sta lentamente tornando alla normalità, dopo la fine dei lavori di restauro del ponte dei Beghi che ne aveva determinato la riduzione al minimo dell’afflusso idrico per ben tre lati del castello. Con l’ausilio di un mezzo dotato di ragno meccanico, sono stati condotti ieri i lavori programmati di pulizia della parte terminale del fossato, in corrispondenza della griglia-sifone, di fronte a piazzetta Fusinato, dove l’acqua dell’Avenale sottopassa il manto stradale per essere incanalata nei due corsi (Musonello e Musoncello) di borgo Pieve. Il punto in questione è spesso al centro del dibattito sulla cura della città, perché – specialmente nei giorni di mercato – si accumulano numerosi rifiuti urbani, specialmente di plastica.

In questi mesi di afflusso ridotto di acqua dovuto ai lavori di restauro, la situazione era peggiorata per l’eutrofizzazione delle acque stagnanti, causa di proliferazione di alghe e di cattivi odori. A questa si era aggiunta anche la mesta visione delle carcasse di germani reali, incastrate tra i cumuli di rifiuti che si sono ammassati dopo il ripristino del corso d’acqua. Una situazione nota all’Amministrazione cittadina, già in moto per ripulire la zona, ma che per alcuni cittadini era divenuta insopportabile, tanto che si era diffusa nei social network l’appello per un’azione collettiva di pulizia del fossato.

A questa notizia, il Comune ha accelerato i tempi della pulizia, già preventivata, dato il grave rischio che le persone avrebbero corso per un’operazione amatoriale, condotta con strumenti non idonei a recuperare un simile ammasso di immondizie e melma (ad esempio una signora voleva raccogliere la sporcizia con un retino da pesca). Nei social, il consigliere Michael Didonè aveva inoltre caldamente sconsigliato i cittadini a questo tipo di intervento, dato l’elevato rischio di cadere dentro il fossato, in un punto particolarmente insidioso per la presenza del sifone. Ripristinata l’acqua e rimossi i rifiuti, ora non resta che il dragaggio del fondo del fossato, operazione ben più complessa ma già nelle intenzioni del sindaco Stefano Marcon.

 

 


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Leonardo Sernagiotto

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