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30 gennaio 2023

Treviso

Una sfilata per testimoniare l'amore per la diversità, 3 trevigiane tra i 300 guerrieri

Da vittime di bullismo a splendide modelle

| Gloria Girardini |

| Gloria Girardini |

Una sfilata per testimoniare l'amore per la diversità, 3 trevigiane tra i 300 guerrieri

(Martina Giraldi Vittorio Veneto, Desiree Mazzon Roncade e Anna Mutton di Conegliano) 

 

TREVISO -Tre le guerriere della Marca che si è lanciata nella lotta contro il bullismo e per l’accettazione del proprio corpo. Martina Giraldi di Vittorio Veneto, Anna Mutton di Conegliano e Desiree Mazzon di Roncade sono state vittime di angherie fin da piccola, un’esperienza che si portano alle spalle e che le ha spinte a partecipare con altre 300 persone, maschi e femmine, provenienti da tutto il mondo, all’evento “BODY POSITIVE CATWALK” organizzato dalla modella curvy Laura Brioschi a Milano.

 

 

I partecipanti hanno abbandonato i propri vestiti per stare in intimo in piazza Duomo, di fronte a migliaia di cittadini e turisti. Una falange compatta per testimoniare l’importanza dell’accettazione del proprio corpo con pregi e difetti e l’amore verso di sé. Il nobile scopo è quello di unire uomini e donne di diversa forma fisica, età, etnia, orientamento sessuale, eventuali deficit e qualsiasi caratteristica per abbattere pregiudizi, combattere il bullismo e ricordarci proprio attraverso le caratteristiche di ognuno di noi che siamo tutti, semplicemente, esseri umani. Sono state ben 300 le coraggiose persone da tutto il mondo (Spagna, Francia, Norvegia, Russia, Inghilterra, Belgio, Germania, Kazakistan, Khirzikistan) che hanno scelto di rispondere all’appello di Laura e partecipare al Flash Mob mostrandosi senza veli e senza vergogna.

 

 

 

 

Tra le partecipanti, tante storie di lotta contro i pregiudizi come: Fabio Incorvaia 7 volte campione del mondo di jet ski che non parla, non cammina e non vede. Benedetta De Luca in sedia a rotelle, avvocatessa che si batte per i diritti dei disabili. Giulia Gambini che convive con la malattia del nervo trigemino in quella che viene chiamata malattia del suicidio. Noemi Vergante bellissima ragazza senza una mano  e Mariam Barry con il viso deforme a causa di un tumore. Tra i 300 guerrieri diverse persone provenienti dal Veneto e dalla provincia di Treviso, tra cui Martina Giraldi.“Come si può vedere faccio parte di quella categoria che viene definita curvy"ha raccontato con un sorriso Martina.

Cosa ti ha spinto a partecipare?

Tra i diversi motivi ‘l’ho fatto anche per mio figlio, per sensibilizzarlo, perché non subisca quanto ho subito io o che non diventi il carnefice di qualcuno. Mi ero informata sulla natura dell’evento e l’ho trovato molto interessante e ad impatto ho dato la mia candidatura per la manifestazione e poi sono stata informata di essere stata accettata

 

Qual è il messaggio che avete voluto lanciare?

Un messaggio di accettazione e amore di sé, del proprio corpo, senza vergogna. Essere positivi, proprio come dice il nome body positive. Ognuno ha le sue caratteristiche, pregi e quelli che vengono chiamati difetti, peculiarità che ci rendono unici. Ci tengo a sottolineare che non è stata una sfilata di intimo, ma una manifestazione di accettazione del proprio corpo.

 

Avevi paura di metterti in intimo?

 

Fino a qualche mese fa, odiavo mettermi in costume, pian piano ho preso confidenza con il mio corpo ed ora non è più un problema. C’era chi era spaventato o intimorito, ma grazie alla solidarietà e al sostegno di tutti, anche i più timorosi si sono messi a nudo. Alla fine tutti sono rimasti contenti di averlo fatto.

 

Che aria si respirava in quei momenti?

 

E’ difficile da descrivere, un turbinio di energia positiva, di solidarietà e amicizia. Abbiamo instaurato dei rapporti profondi già ancora prima di conoscerci. Nelle settimane precedenti ci sentivamo continuamente nella chat per consigli e incoraggiamenti. E’ stata un’ esperienza incredibile

 

Che reazioni hanno avuto i passanti a vedere 300 persone denudarsi?

 

Ci sono stati diversi tipi di reazione, prima di tutto molta curiosità a vedere 300 persone in intimo. C’è chi ha potuto sentire la spiegazione di quanto stavamo facendo e ci ha sostenuto, chi si scambiava qualche commento sottovoce. Naturalmente c’erano le nostre famiglie ed amici a sostenerci. Sicuramente abbiamo suscitato molta curiosità.

 

Qual è stata la cosa più importante per te?

 

Che arrivasse il giusto messaggio. Purtroppo c’è chi ha interpretato non correttamente la manifestazione del tipo “Grasso è bello” non era questo l’obiettivo, saremo stati il 60% in carne e il restante erano persone magre. Il nostro scopo era quello di fare superare alla persone il giudizio e la critica, far accettare il proprio corpo e amarlo che è la cosa più importante, non di certo promuovere uno stile di vita non sano.

 

 



Gloria Girardini

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