04 dicembre 2020

Esteri

Usa, eseguita prima condanna a morte federale da 17 anni

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Usa, eseguita prima condanna a morte

E' stata eseguita ieri mattina negli Stati Uniti la condanna a morte di Daniel Lewis Lee, la prima a livello federale dal 2003. Lee è stato dichiarato morto alle 08.07 ora locale nel penitenziario di Terre Haute in Indiana, dopo essere stato sottoposto a iniezione letale. Prima di morire, ha riferito la Cnn, ha detto di essere innocente. Una giudice di Washington,  Tanya Chutkan, aveva bloccato ieri l'esecuzione sulla base dell'ottavo emendamento, che vieta "punizioni insolite crudeli". Vi sono prove, aveva dichiarato, che i farmaci usati per l'iniezione letale "producano sensazioni di annegamento e asfissia, causando "dolore estremo, terrore e panico". Ma la Corte Suprema ha poi dato via libera all'esecuzione. Dopo Lee, verranno eseguite altre tre condanne a morte di detenuti federali. E' stata l'amministrazione Trump a decidere la ripresa delle esecuzioni federali, stilando un nuovo protocollo sull'uso dell'iniezione letale. Lewis, un suprematista bianco, è stato condannato per il massacro di una coppia e la loro figlia perpetrato nel 1996 in Arkansas. La madre, nonna e suocera delle vittime, l'81enne Earlene Peterson, si è sempre opposta all'esecuzione, dicendo di preferire che Lee, 47 anni, passi tutta la sua vita in carcere, come il suo complice nel delitto, condannato a tre ergastoli. L'anziana aveva cercato di rinviare l'esecuzione, spiegando che non poteva assistervi per il rischio di contrarre il coronavirus.

 

Nessuno tocchi Caino - "Con la ripresa delle esecuzioni capitali a livello federale, Donald Trump realizza l’unico successo del programma elettorale per la sua rielezione. In questo modo Trump manifesta la sua 'straordinaria' visione del futuro dell’America, cioè quella di un ritorno al passato e alla logica arcaica dell’occhio per occhio. Trump ottiene la riprese delle esecuzioni quando in tutto il mondo e negli stessi Stati Uniti di cui è lui Presidente la tendenza è quella di dismettere questo ferro vecchio della storia". E quanto si legge in un comunicato di 'Nessuno tocchi Caino – Spes contra spem' dopo la ripresa delle esecuzioni federali in America. "Sono infatti 165 gli Stati a diverso titolo abolizionisti (106 completamente abolizionisti, 8 per crimini ordinari, 6 in moratoria legale delle esecuzioni e 45 di fatto abolizionisti) e solo 33 sono mantenitori, di cui solo 20 nell’ultimo anno. Mentre negli USA, 33 Stati sui 50 della federazione, o hanno abolito la pena di morte (21) o non effettuano più esecuzioni da oltre 10 anni (12, di cui 4 con una moratoria legale in atto). Delle altre 3 giurisdizioni, il Distretto di Columbia ha abolito la pena di morte, mentre il Governo Federale l’ha ripresa e l’Amministrazione Militare non la pratica da almeno 10 anni", ricorda il comunicato. "Le dichiarazioni del Ministro della Giustizia Barr come di Trump di aver così fatto giustizia in nome delle vittime, sono un esercizio abusivo, cinico e volgare del dolore altrui. E’ una logica aberrante - si legge- quella per la quale per difendere Abele, lo Stato diventa Caino. La giustizia autenticamente dalla parte delle vittime è una giustizia che ripara, non è quella che alimenta l’eterna catena della violenza e del dolore.”

 



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