02 dicembre 2020

"Viaggio dentro un armadio ....

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Alberta Bellussi | commenti |

space clearing

“ viaggio dentro un armadio”

Da un po’ di tempo passo davanti all’armadio degli indumenti invernali e rifiuto l’idea di aprirlo. Lo guardo con fare circospetto, mi avvicino e mi tenta l’idea di muovere quella grande anta per guardare dentro ma poi tiro dritto. Nella mia testa si è creato una sorta di blocco psicologico: aprire quell’anta significa prendere per mano maglia per maglia, pantalone per pantalone, gonne, vestiti, sciarpe, guanti, berretti, giubbotti, capotti. Dare avvio a quel divertente gioco di ridare aria ai sacchetti rinsecchiti dall’aspirazione e farli uscire dalla dimensione di acciughe per tornare ad essere morbidi e corposi indumenti . E ogni anno mi dico che devo svuotare, liberare, dare via. Mentre cammino mi faccio timidamente una domanda: ma è questa pratica che mi crea timore o qualcosa di più nascosto che alberga nei cassetti della mia testa e anche del mio cuore? Per carattere e per mia forma mentis mi disturba non riuscire a superare un mio blocco interiore e analizzo il problema fino a trovare una soluzione, una via di scampo. Pian piano capisco che aprire un armadio dopo mesi di chiusura, per me, vuol dire prendere in mano ricordi, momenti belli e meno belli, prendere coscienza del passare del tempo sulle cose e sul nostro corpo. E’ una sorta di forte accumulo di cose ma soprattutto di pensieri legati alle cose che appesantiscono la mia testa. Finalmente sono pronta ho capito tutto.
Mi avvicino a quella grande anta e la affronto con coraggio. Apro. Chiudo. E no mia cara anta sono io che conduco il gioco non te e apro, mi inebria un profumo viola di lavanda e dolce di vaniglia. Aiutata da questa dolce carezza che penetra il mio olfatto trovo il coraggio di entrare in quel mondo di cose parcheggiate in un cassetto della memoria e alcune anche dimenticate. Quel bellissimo vestitino azzurro a fiorellini, che quando lo indossavo mi faceva sentire una bambolina, mi sorride; quel maglioncino che mi aveva fatto fare una bellissima figura spicca tra tutti e guardandoli uno ad uno, quei vestiti sono emozioni e liberarmi di alcuni di essi significa alleggerire la mia mente di carico emotivo. Ora capisco i discorsi che con molta intelligenza e passione mi fa la mia cara amica Enrica quando mi parla di space clearing e mi si apre un mondo di spunti di riflessione. Liberarmi di cose vecchie che non metto è anche alleggerire la mia mente di cose passate. Un viaggio dentro a cose e a emozioni che sono già vissute in quanto tali vanno anche lasciate scorrere come un fiume.
Dopo questo viaggio virtual-emotivo dentro il mio armadio mi è venuta alla mente una frase che Oscar Wilde ripeteva spesso: “Viviamo in un’epoca dove il superfluo è la nostra unica necessità”; questo lo scriveva circa 150 anni fa e mi è venuto da sorridere a pensare se il più grande dandy della storia vivesse in questo nostro mondo.
Non è poi così facile liberarsi degli oggetti inutilizzati e del ciarpame che ingombra la casa; questa diventa nella nostra epoca una vera propria terapia che si chiama "spaceclearing" e che si basa sul principio che l'ambiente in cui viviamo riflette la nostra interiorità. Un'abitazione disordinata e straripante di cose superflue corrisponde a un confuso e inconcludente approccio esistenziale.
Nato negli Stati Uniti da una costola del Feng Shui, lo spaceclearing eredita i concetti orientali dell'antica arte cinese del disporre cose e ambienti per accrescere il benessere e la fortuna personali e li coniugano al pragmatismo anglosassone insegnandoci a liberarci dal superfluo e a conservare l'essenziale dando spazio alla nostra creatività. L'80% degli oggetti che occupano armadi e scrivanie non viene mai usato e diventa un accumulo di cianfrusaglie che invade il nostro spazio vitale e blocca tutta la nostra vita. Facendo spazio si lasciano andare, insieme alla polvere, le situazioni che non ci appartengono più. Un oggetto non occupa solo spazio in casa, ma lo occupa nella nostra mente e nella nostra vita; ecco perché, fare spazio in casa significa dare linfa e ossigeno alla propria esistenza. Liberatisi dalla zavorra delle cose inutili, e sperimentato il benessere che ne deriva, verrà spontaneo lasciare andare le cose inutili in altri spazi della propria esistenza, e ci si sorprenderà a mettere mani in ufficio, ad abbandonare le relazioni sterili, le abitudini limitanti, un'alimentazione scorretta, creando spazio alle sorprese della vita.
"Il Feng Shui può essere considerato l'agopuntura della casa; cioè lo strumento che permette di risolvere eventuali blocchi energetici presenti in casa" – spiega Lucia Larese direttrice della scuola italiana di Space clearing – "Lo spaceclearing, aiuta invece a disfarsi degli oggetti superflui per far spazio a una maggiore energia vitale e alle nuove opportunità che ci presenta la vita".
Si accumulano oggetti con l'idea che gettarli sia uno spreco perché - chi può saperlo? - magari un domani potrebbero tornare utili. Una pratica ereditata dai nostri antenati, che nel mondo anglosassone viene chiamata De Clutter, l'arte di fare spazio in casa come nella vita. Nella civiltà della sovrabbondanza ha perso la sua ragione di essere, e oggi è proprio l'accumulo di cose a dar vita allo spreco di spazio e risorse, perché l'oggetto che noi non usiamo più potrebbe essere utile a qualcun altro. Si accumulano oggetti nella convinzione che più cose si possiedono meglio si sta quando, invece, in una società invasa dagli oggetti è vero il contrario. Si accumula anche per mancanza di fiducia verso il futuro soprattutto in un periodo come questo di grande crisi ci viene da tenere tutto e non liberarci di nulla è un atteggiamento di profonda sfiducia che può ripercuotersi negativamente sulla quotidianità impedendoci di vivere il presente con maggiore leggerezza. Quando si alleggerisce la casa dalle cose che non si usano più si prova la leggerezza che deriva dal vivere in ambienti sgombri dagli accumuli e non si sentirà più la necessità di effettuare acquisti inutili. "Le cose che ci circondano richiamano la nostra attenzione: più cose inutili abbiamo intorno più la nostra energia sarà trascinata verso il basso, verso le faccende materiali e ci allontanerà dagli scopi più nobili della nostra vita. Liberarsi delle cose può dare lo stesso piacere che abbiamo provato nel comprarle". Esistono vari metodi per mettere in pratica questo per esempio:
Elencare su un foglio le zone critiche della casa.
Ripulire per piccole zone circoscritte suddivise in modo da essere facilmente gestibili.
Non accumulare pile di oggetti con la scusa di decidere più tardi se gettarli o meno ma prendere immediatamente una decisione: rimane o se ne va? Se rimane assegnategli un posto. Altrimenti buttatelo senza rimpianti.
Una volta deciso non tornare a chiedersi se un oggetto potrà mai servire perché la risposta sarà immancabilmente "forse". Meglio allora chiedersi come potrebbe essere utile e se aumenta i livelli di energia oppure vi deprime. Adottate questo come unico metro di misura.
Liberiamo la nostra vita delle cose inutili per noi che per altri possono invece essere utili, ridiamo vita alle cose morte. In questo momento stanno prendendo vita i bellissimi mercatini del riuso che un tempo nelle grandi città come Londra Portobello’s, Parigi il Mercato delle Pulci erano ritenuti luoghi molto chic.



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