25 gennaio 2020

Vittorio Veneto

A Vittorio Veneto esplode la bomba derivati: Il comune deve sborsare oltre 4 milioni di soli interessi

Il Comune deve versare a Banca Intesa 10 milioni 508 mila euro entro il 2024.

Stefania Rotella | commenti |

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A Vittorio Veneto esplode la bomba derivati: Il comune deve sborsare oltre 4 milioni di soli interessi

VITTORIO VENETO - Operazione derivati: inizia la fase di restituzione dei soldi dati al Comune dalle banche. Sui complessi prodotti finanziari si sta discutendo da anni se siano stati convenienti o meno per gli Enti che hanno aderito all’operazione. “Il Comune di Vittorio Veneto deve restituire a Banca Intesa 10 milioni 508.795 euro a fronte di un finanziamento di 6 milioni 273.989 euro ricevuto nel 2005/2006 - spiega l’assessore vittoriese al bilancio e tributi Giovanni Napol (in foto), che in questi giorni sta seguendo la questione. Di interessi dobbiamo pagare per quell’operazione 4 milioni 234 mila euro”.

Si ritorna a parlare di derivati, dopo che negli anni passati sulla questione c’era stato un acceso scontro politico. Quali soluzioni da parte dell’amministrazione comunale che ora si trova a dover fronteggiare il prestito assunto dieci anni fa?
I numeri ci dicono che il Comune deve restituire 10 milioni 508 mila euro entro il 2024. Nel 2006 furono dati al Comune 6 milioni 273.989 euro. La prima rata da pagare nel 2016 a Banca Intesa è di 538 mila euro, quindi 648 mila e 849 mila nel 2017 e 2018. Per avere un quadro più chiaro abbiamo chiesto una consulenza ad una società esterna. Certo il Comune chiederà una rinegoziazione del mutuo.

Il Comune si troverà anche a dover pagare notevoli interessi alla banca?
Sì, circa 4 milioni e 200 mila euro di interessi. L’indebitamento dovuto all’operazione derivati non è considerato debito per i Comuni, in base alla normativa vigente. Possiamo dire che è un prestito modulato nel tempo, ma certamente oneroso. La strada che stiamo seguendo per alleggerire la questione è quella della rinegoziazione allungando i tempi di restituzione. E rinegoziare anche il tasso di interesse.

A cosa sono serviti i soldi dei derivati?
In parte per finanziare opere pubbliche della città. L’operazione derivati sembrava una cosa facile, ora se ne sopportano le conseguenze. L’alternativa era assumere mutui ordinari. Vennero dati al Comune i soldi, ora è arrivata la fase del rimborso. Una decisione, quella dei derivati, assunta dalla giunta Scottà. Certo ora, in anni di crisi e di tagli, bisognerà razionalizzare le spese.

 

Stefania Rotella © Riproduzione riservata

 

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Stefania Rotella

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