03 marzo 2021

Cronaca

Vive per 3 mesi in aeroporto: "Troppa paura del Covid"

E' successo a Chicago: l'uomo, un 36enne californiano, è stato arrestato

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aeroporto

USA - Aveva troppa paura di tornare a casa per timore del coronavirus, quindi ha passato tre mesi in una zona sicura dell’aeroporto. È successo a Chicago, dove un uomo di 36 anni, il californiano Aditya Singh, è stato arrestato dalla polizia dell’aeroporto internazionale O’Hare con l’accusa di sconfinamento in un’area riservata e furto. A riportare la notizia è il Chicago Tribune.

Secondo i giudici, che citano i rapporti della polizia, l'uomo era arrivato con un volo da Los Angeles il 19 ottobre. Quasi tre mesi dopo, sabato pomeriggio, Singh è stato avvicinato da due dipendenti della United Airlines che gli hanno chiesto di esibire un documento d'identità. Singh avrebbe mostrato loro un badge dell'aeroporto la cui scomparsa era stata denunciata dal proprietario, un responsabile delle operazioni aeroportuali, il 26 ottobre.

L'avvocato Kathleen Hagerty ha riferito al giudice della contea di Cook, Susana Ortiz, che Singh, che non ha precedenti penali, è riuscito a procurarsi da mangiare grazie ai passeggeri che gli offrivano il cibo. Inoltre, afferma Hagerty, l’uomo ha trovato il badge all'aeroporto ed era "troppo spaventato per tornare a casa a causa del Covid". "Mi sta dicendo che una persona non autorizzata e non dipendente ha vissuto in una parte sicura del terminal dell'aeroporto O'Hare dal 10 ottobre 2020 al 16 gennaio 2021 senza che nessuno se ne accorgesse? Voglio essere sicura di aver capito correttamente”, ha replicato la giudice incredula.

La cauzione di Singh, che ha un master nel settore alberghiero, è disoccupato e vive con dei coinquilini ad Orange, è stata fissata a 1.000 dollari. Qualora riuscisse a pagare la somma, gli verrà impedito di entrare in aeroporto.

"La corte trova questi fatti e circostanze abbastanza scioccanti per il presunto periodo di tempo in cui ciò si è verificato - ha detto Ortiz - Trovandosi in una parte protetta dell'aeroporto con un presunto badge di identità falso, e in base alla necessità che gli aeroporti siano assolutamente sicuri in modo che le persone possano viaggiare senza timori, trovo che le sue presunte azioni lo rendano un pericolo per la comunità".

“Non abbiamo priorità maggiore se non la sicurezza e la protezione dei nostri aeroporti, che è gestita da una rete coordinata e multilivello delle forze dell'ordine - ha assicurato il Dipartimento dell'Aviazione di Chicago (Cda) - Anche se questo incidente resta sotto inchiesta, siamo stati in grado di stabilire che questa persona non ha rappresentato un rischio per la sicurezza dell'aeroporto o del pubblico in viaggio. Continueremo a lavorare con i nostri partner delle forze dell'ordine per un'indagine approfondita della questione".
 

 



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