10 agosto 2020

Treviso

I volti di oltre 500 trevigiani in mostra al Bailo da venerdì

Tantissimi i cittadini che hanno voluto farsi immortalare sotto la Loggia per il progetto #NoisiamoTreviso

| Isabella Loschi |

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TREVISO - Saranno centinaia i volti dei trevigiani esposti in mostra al museo Bailo. In sette giorni infatti oltre 500 i trevigiani che hanno voluto farsi immortalare sotto la Loggia dei Cavalieri per il progetto #NoisiamoTreviso. Sono stati fotografati lavoratori a fine turno ed eleganti signore che indossavano l’abito da sera per l’occasione, i bambini prima preoccupati e poi divertiti dal lampeggiare del flash, ragazzi che cercavano il ritratto iconico, coppie e famiglie.

Un’adesione trasversale che ha visto posare per un ritratto persone di tutte le età. Un’esperienza straordinaria arricchita dalla partecipazione dei ragazzi del liceo artistico, che hanno fornito un supporto fondamentale per il set fotografico allestito sotto la Loggia dal fotografo Giovanni Vecchiato che ha sposato il progetto nato con la collaborazione dei Musei Civici di Treviso.

“L’iniziativa - spiega il fotografo Vecchiato - nata dopo l’emergenza Coronavirus che ha messo in grave difficoltà il tessuto economico e sociale e, soprattutto, a chi ne fa parte, vuole trasmettere quel valore di comunità e appartenenza riscoperto negli ultimi mesi”. Le foto dei 532 ritratti rappresentano altrettante storie: ogni persona sotto la Loggia ha potuto raccontare qualcosa di sé per ottenere un’espressione più naturale possibile che tracciasse la sua unicità.

I volti, in formato A4, di tutti i cittadini saranno esposti in una grande mostra al Museo Luigi Bailo dal 17 al 26 luglio, in forma di performance creativa attraverso cui il fotografo Giovanni Vecchiato svelerà la sua personale interpretazione di “trevigianità”. L’evento inaugurale si terrà alle 18 di venerdì, sempre nel polo museale.

Una volta terminata la mostra, ogni protagonista contribuirà a “smantellarla” ritirando gratuitamente il proprio ritratto presso la sede di Banca Generali di via San Nicolò 33. Il progetto si pone l’obiettivo di raccogliere fondi per l’Advar, l’organizzazione trevigiana che assiste i malati terminali, per sostenere giornate di cura.

 



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Isabella Loschi

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