18 maggio 2021

Treviso

Zona gialla e riaperture dal 26 aprile: "Treviso è pronta"

Soddisfatto il sindaco Conte per la decisone del governo. L'amministrazione conferma le misure per aiutare bar e ristoranti

| Isabella Loschi |

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Mario Conte

TREVISO - “Treviso è pronta. Bene le aperture in zona gialla. Le condizioni ci sono per ripartire in sicurezza e dare la possibilità alle categorie, ferma da mesi, di lavorare. Credo sia giusto cominciare ad aprire con responsabilità e mettere in moto l’economia”.

Queste le parole del sindaco di Treviso e presidente Anci Veneto Mario Conte, dopo la decisone da parte del governo Draghi di anticipare al 26 aprile l’introduzione della zona gialla e l’apertura graduale delle attività a partire dalla ristorazione all’aperto a pranzo e a cena.

Proprio in vista della ripartenza l’amministrazione conferma tutte le misure per aiutare gli esercizi pubblici a riprendere l’attività dopo il periodo di zona rossa e arancione: procedure amministrative semplificate per la concessione e l’installazione di plateatici e dehors, deroghe per gli spazi all’aperto e sospensione del pagamento del Canone unico patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria fino al 31 dicembre.

Una procedura semplificata permetterà anche di chiedere l’allargamento degli spazi esterni di bar e ristoranti inviando una semplice e-mail con una bozza di disegno del plateatico (a plateatici@comune.treviso.it)con possibilità di ottenere, entro 10 giorni, l’accertamento della fattibilità da parte della polizia locale di Treviso.

Vengono confermati inoltre tutti i provvedimenti per la predisposizione dei dehors fra i quali l’utilizzo di suolo pubblico del territorio comunale nell’ambito di aree poste sul lato opposto a quello in cui si trova l’esercizio di somministrazione anche nelle zone in cui vige il limite orario di 30 Km/h (centro storico) e le aree poste non oltre 200 metri dalla ubicazione del pubblico esercizio e l’ampliamento dell’area di ristoro già concessa al massimo raddoppiandola (entro i 270 metri quadrati complessivi) oltre ad essere favorito l’uso di piazze pubbliche.

“Vogliamo continuare ad essere modello di semplificazione e sburocratizzazione, soprattutto in un momento in cui le nostre imprese torneranno a lavorare e la gente a vivere la città”

 


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Isabella Loschi

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