FONDAZIONE CASSAMARCA, «NESSUN ALLARME»
De Poli smentisce le voci di una crisi dell'Ente, ma Zaia lo accusa di aver precise responsabilità
| Laura Tuveri |
TREVISO - “Il bilancio di Fondazione Cassamarca è ottimo e anzi siamo l’unica istituzione che in provincia sta realizzando progetti. Non c'é nessun allarme". Parola di Dino De Poli (nella foto), numero uno di Fondazione Cassamarca, che ha voluto convocare per oggi, lunedì 19 settembre, una conferenza stampa per smentire categoricamente gli articoli di stampa che nei giorni scorsi hanno prospettato una pesante crisi economica dell’ente con sede a Ca’ Spineda.
La scorsa settimana era stata diffusa una nota stampa in cui si comunicava che il Consiglio di Indirizzo e il Consiglio di Amministrazione di Fondazione Cassamarca avevano deciso all’unanimità la sospensione delle attività erogative per l’anno 2012, mantenendo il sostegno per l’Università e per le attività dei teatri, anche se quest’ultimo capitolo il prossimo’anno sarà oggetto di “un’attenta valutazione”. Le prime erogazioni che salteranno sono le grandi esposizioni a Ca’dei Carraresi.
Ma appena la situazione migliorerà, ovvero se i dividendi di Unicredit saranno dello stesso tenore di quelli dello scorso anno, i rubinetti si riapriranno con buona pace della vita socio-culturale della nostra provincia. E De Poli rassicura sulla solidità della Fondazione anche in virtù dell’ingente patrimonio immobiliare che l’ente possiede del valore stimato di circa 400 milioni di euro.
Lunga la lista: Cà Spineda, Casa dei Carraresi, Teatro Sociale, Teatro delle Voci, Teatro Eden, Tetaro Da Ponte, Villa Cà Zenobio, Tenuta Cà Tron, Monte di Pietà, Villa Marilena, ex Distretto, complesso San Leonardo, Palazzo umanesimo latino, Chiesa Santa Croce, Latteria Cavaso del Tomba, ex Questura di Treviso, ex Polizia stradale, ex Tribunale e i terreni di area metropolitana e Zero Branco. Stamane a Ca’ Spienda ai giornalisti il numero uno di Fondazione ha espresso anche i suoi dubbi sull’adesione al terzo aumento di capitale di Unicredit, anche considerando che Fondazione ha aderito già a due aumenti.
”Per un terzo ci sarebbe qualche problema visto per un nuovo aumento di capitale dovremmo adoperare i soldi delle nostre attività. Unicredit - ha sottolineato De Poli - dovrà sondare bene sull'eventualità di un aumento di capitale se troverà riscontro nelle possibilità delle fondazioni e il momento non è certo dei più favorevoli". Per De Poli è dunque tutto sotto controllo e si va avanti tutta coi progetti più significativi come il polo universitario a Villa Franchetti dove l’idea di realizzare un auditorium di 2500 posti, che dovrebbe diventare il più grande nel nord Italia, è sempre una priorità.
E se serve, per far cassa e portare a casa i risultati, nulla vieta di vendere i gioielli di famiglia. Tutto è in vendita, basta farsi avanti. Magari lascando per ultimi Ca’Spineda, sede dell’Ente, e l’area congressi e direzionale di Ca’ Spineda, che deve assolutamente rimanere a vocazione agricola e con il vincolo di non frazionare la terra. Per questa ambita proprietà ci sarebbero già una ventina di acquirenti, fra cui, la più papabile è l’offerta di Cattolica assicurazioni.
C’è poi l’importante partita della Cittadella delle istituzioni e sul tappeto il fatto che la Camera di Commercio non abbia ancora deciso se trasferirsi all’ex area Appiani: “E’ auspicabile che acceleri. Noi aspettiamo ma non per l’eternità. Abbiamo bisogno di punti certi, altrimenti siamo entrambi liberi” ha detto De Poli. E se per il numero uno di Fondazione Cassamarca gli attuali problemi sono tutti risolvibili e addebitabili alla crisi economica, per il presidente del Veneto, Luca Zaia, nemico giurato del presidente di Cassamarca, non poche responsabilità le avrebbe lo stesso De Poli.
"Penso che siano evidenti i tratti di una gestione che non è stata assolutamente illuminata come qualcuno vorrebbe dire. Avevamo un grande patrimonio che è la nostra banca e questo patrimonio oggi si traduce in un momento di grossa difficoltà" ha detto Zaia che si augura "che si possano recuperare i tempi dei fasti, il che significa che bisognerà puntare anche ad un grosso progetto di ristrutturazione. Io non faccio parte del direttivo - ha concluso il governatore del Veneto- però penso che si debba lasciare in mano ai trevigiani, sapendo che questa banca nasce come cassa di mutuo soccorso".
E a proposito di successori, il mandato di De Poli scade a fine 2012. Il presidentissimo, che per ora non vede un delfino all’orizzonte, vorrebbe restare alla guida di Fondazione Cassamarca fino a quando torneranno tempi migliori per consegnare un ente in piena salute. “Se ci sono grane io resto perché voglio consegnare al successore realtà positive” ha detto De Poli. Ci sono già dei successori? “Se ci sono si presentino”.






















