13 ottobre 2026

Treviso

Indice di criminalità, la Marca è al 100esimo posto, ma è boom di furti in casa

Oltre 21mila denunce per reati, il 40% delle persone denunciate è di nazionalità straniera. Pubblicata la nuova classifica del Sole 24 ore

| Isabella Loschi |

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furto

TREVISO - Con 2.404,4 delitti denunciati ogni 100mila abitanti e 21.119 denunce totali nel 2025, Treviso si trova al 100esimo posto su 106 provincie per indice di criminalità. A dirlo è la nuova classifica pubblicata dal Sole 24 ore che fotografa i delitti commessi e denunciati sul territorio nell’anno precedente, in rapporto alla popolazione residente.

Il quadro che emerge è articolato: Treviso si distingue per alcuni indicatori relativamente contenuti, ma presenta criticità specifiche, a partire dai furti in abitazione. È proprio sul fronte dei furti in abitazione che la Marca registra uno dei dati più significativi: con 367,5 denunce ogni 100mila abitanti, Treviso si colloca al decimo posto nella graduatoria nazionale. Una posizione che segnala il peso di questo fenomeno sul territorio. Per i furti generici, invece, la provincia scende al 62esimo posto, mentre per quelli commessi nei negozi e negli esercizi commerciali si trova al 52esimo. Sul fronte della sicurezza stradale, Treviso occupa la 51esima posizione per le denunce relative agli omicidi stradali, con una media di 1,9 casi ogni 100mila abitanti. Mentre è 56esima per truffe e frodi informatiche.

Ancora più distante dalle prime posizioni è la graduatoria relativa ai reati legati agli stupefacenti: la Marca è al 105esimo posto, su 106 province, con 13,4 denunce ogni 100mila abitanti. Ultimo posto per delitti informatici e minacce. I numeri richiedono tuttavia una lettura attenta. L’indice del Sole 24 Ore non misura direttamente tutti i reati commessi, ma quelli segnalati alle autorità dalle forze di polizia e rapportati alla popolazione residente. Come precisa la stessa testata nella nota metodologica, le graduatorie si basano sui dati del Ministero dell’Interno e sulla popolazione Istat. Di conseguenza, un numero contenuto di denunce non equivale necessariamente a una minore diffusione dei reati: può risentire anche della propensione delle vittime a rivolgersi alle forze dell’ordine.

A guidare la graduatoria delle province venete c’è Venezia (9a), davanti a Verona (21a in Italia), Padova (28a), Rovigo (51a), Vicenza (58a), Belluno (93a).

"Sappiamo bene che esistono criticità da affrontare e situazioni sulle quali intervenire. Perché la sicurezza è fatta di dati oggettivi, ma anche di percezione. Se un cittadino non si sente sicuro, abbiamo il dovere di ascoltarlo e lavorare per migliorare” - commenta i dati il sindaco Mario Conte. “Alcuni indicatori sono particolarmente significativi. Penso ai furti nelle abitazioni, per i quali Treviso città registra una tendenza positiva rispetto al resto del territorio, anche grazie agli investimenti nella videosorveglianza e nei sistemi di lettura delle targhe. Altri numeri devono farci riflettere: il 40% delle persone denunciate è di nazionalità straniera e il 6,7% è rappresentato da minori. Dati che richiedono attenzione, analisi e politiche di prevenzione sempre più efficaci”.

“La nostra strada è chiara: prevenzione, controllo del territorio, collaborazione tra istituzioni e certezza della pena. Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni e chi rispetta le regole deve poter vivere serenamente. Continueremo a lavorare, insieme alle forze dell’ordine e a tutti i Comuni della provincia, per garantire sempre maggiore sicurezza alle nostre comunità”.

 


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