Autista aggredito sul bus dai bulli, Mom: "Valutiamo la richiesta di risarcimento danni"
Il sindaco Conte: "Questi ragazzi devono andare in galera"
| Isabella Loschi |
TREVISO – Ennesima aggressione ai danni di un autista della Mom da parte di un gruppo di ragazzi. E’ accaduto martedì sera, 6 ottobre, intorno alle 20, a bordo di un autobus della linea 3 in centro a Treviso. Il gruppetto prima ha disturbato i passeggeri e poi ha aggredito il conducente che ha riportato lesioni giudicate guaribili in sette giorni, secondo quando comunicato dall’azienda Mom. Un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi e sul quale sono ora in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine.
Gli agenti della polizia intervenuti sul posto stanno lavorando alla ricostruzione dell’accaduto e all’identificazione delle persone coinvolte. Un elemento importante per le indagini sarà rappresentato dalle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, sia all’interno sia all’esterno dell’autobus. I filmati potranno consentire di ricostruire con maggiore precisione le fasi dell’aggressione e di individuare tutti i responsabili.
Mom ha espresso ferma condanna per quanto accaduto e solidarietà al proprio dipendente. “A nome mio e dell’azienda, esprimo al conducente del mezzo la più totale vicinanza e solidarietà, ringraziandolo per la professionalità e il senso del dovere dimostrati nel tentativo di tutelare la sicurezza dei passeggeri e del servizio. – commenta Giacomo Colladon, presidente Mom – Ora ritengo sia necessario dare un segnale, poiché l'aggressione, e la conseguente assenza forzata del nostro dipendente, comportano anche un danno economico e organizzativo per l'azienda. Per questo motivo, Mom sta già valutando le azioni legali da intraprendere per richiedere il formale risarcimento di tutti i danni subiti”.
A condannare l’episodio anche il sindaco Mario Conte: “Quello che è successo ieri sera a bordo dell’autobus della linea 3 è intollerabile. Esprimo tutta la mia vicinanza al conducente aggredito mentre stava svolgendo il proprio lavoro anche nel richiamare i ragazzi ad un atteggiamento consono. Voglio però essere chiarissimo: questi ragazzi devono andare in galera. Per strada non li voglio. Chi aggredisce un lavoratore, mette a rischio i passeggeri e usa la violenza su un mezzo pubblico deve essere messo nelle condizioni di non poterlo fare di nuovo”. “Peraltro alcuni dei soggetti coinvolti sarebbero già conosciuti per atteggiamenti sopra le righe e comportamenti che hanno creato problemi - aggiunge il primo cittadino - Non possiamo continuare ad aspettare che persone che manifestano ripetutamente condotte di questo tipo arrivino a commettere qualcosa di ancora più grave”.
“Ringrazio la Questura e tutte le Forze dell’Ordine per il tempestivo intervento e per il lavoro che stanno svolgendo per individuare e assicurare alla giustizia tutti i responsabili. Adesso, però, serve una risposta altrettanto forte. Chi ha commesso questi fatti deve pagare e deve stare lontano dalla nostra città. Questa è la prova che quanto detto e ribadito nei giorni scorsi è l'unica strada da intraprendere. Oltre alla prevenzione, servono norme rigorose e severe, certezza della pena e strumenti efficaci per allontanare e fermare chi rappresenta un pericolo”.
La RSU di Mobilità di Marca esprime la propria ferma condanna per la grave aggressione avvenuta martedì sera ai danni di un autista impegnato sulla linea 3. “Ancora una volta un lavoratore che sta svolgendo un servizio pubblico si trova a essere bersaglio di un gruppo di ragazzi che utilizza il mezzo pubblico come luogo dove sfogare comportamenti incivili. All’autista è bastato richiamare questi ragazzi a un comportamento civile perché la situazione degenerasse: un pugno in faccia, sette giorni di prognosi e danni anche agli effetti personali. Un episodio reso ancora più grave da atteggiamenti di sfida e di scherno, compresa l'esibizione delle parti intime”. “È un fatto inaccettabile – commenta Stefano Bergamin, coordinatore delle RSU Mobilità di Marca e componente della Segreteria Fit Cisl Belluno Treviso -. Chi guida un autobus, così come chi lavora in un Pronto soccorso, in una scuola o in qualsiasi altro servizio a contatto con il pubblico, ha il diritto di lavorare senza temere per la propria incolumità e di tornare a casa sano e salvo. Paradossalmente, l'episodio è avvenuto ai danni di un lavoratore che ha saputo mantenere la calma. Ma cosa sarebbe potuto accadere se avesse reagito? Da un'aggressione può facilmente scaturire una situazione ancora più grave”. “Come RSU - prosegue il coordinatore - ringraziamo Mobilità di Marca per aver annunciato la costituzione di parte civile e per aver messo a disposizione dei lavoratori il proprio ufficio legale. È un segnale importante, ma non è sufficiente. Abbiamo già ottenuto strumenti di sicurezza, come i panic button, ma serve un salto di qualità: servono prevenzione, controlli e conseguenze certe per chi aggredisce chi lavora e presta un servizio pubblico. Chiediamo alle istituzioni di intervenire concretamente. Non possiamo accettare che pochi soggetti si sentano padroni dei mezzi pubblici e della città”.
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