Tra i tre graziati da Mattarella non c’è il gioielliere Roggero
Mattarella riduce la pena del gioielliere di Nicolosi
Tre anni e due mesi in meno da scontare, ma nessuna cancellazione della condanna. Per Guido Gianni, gioielliere di Nicolosi, nel Catanese, la decisione di Sergio Mattarella apre una prospettiva diversa. Non significa, però, che la stessa strada sia già tracciata per Mario Roggero, protagonista di un’altra rapina finita nel sangue.
Il presidente della Repubblica ha concesso a Gianni una grazia parziale. L’uomo era stato condannato a dodici anni e quattro mesi per duplice omicidio e tentato omicidio: nel 2008, durante una rapina nel suo negozio, aveva ucciso due rapinatori e ferito un terzo.
Nella valutazione hanno pesato i cinque anni e tre mesi di pena già espiati e il parere favorevole del magistrato di sorveglianza. Anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, si era espresso favorevolmente. Il provvedimento lascia una pena residua inferiore a quattro anni: una condizione che permette al Tribunale di sorveglianza di valutare l’affidamento in prova al servizio sociale. Non si tratta, quindi, di un passaggio automatico.
La notizia riporta al centro del dibattito il caso Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato definitivamente a quattordici anni e nove mesi per avere ucciso due rapinatori e ferito un terzo nel 2021. Per lui Matteo Salvini ha chiesto un intervento di clemenza.
Le somiglianze, tuttavia, non bastano a sovrapporre le due vicende. Gianni ha manifestato pentimento e la sua domanda ha seguito un percorso accompagnato da valutazioni favorevoli. Sono elementi che distinguono il suo caso da quello del gioielliere piemontese.
Dal Quirinale viene escluso che la decisione rappresenti un messaggio per Roggero. Il punto resta questo: la grazia riguarda una singola situazione personale e giudiziaria, non riscrive la condanna e non anticipa l’esito di altre richieste. Per Gianni cambia la pena da scontare; per Roggero, al momento, questa decisione non apre alcuna scorciatoia né offre garanzie sull’esito della sua domanda. La grazia non è un quarto grado di giudizio.























