Minaccia di sparatoria al liceo, scatta l’allarme: controlli con i metal detector
Un post annunciava una presunta sparatoria all’interno dell’istituto
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ROMA - Un messaggio allarmistico diffuso sul profilo Spotted del liceo Amaldi di Tor Bella Monaca ha fatto scattare l’allarme tra studenti e famiglie. Il post annunciava una presunta sparatoria all’interno dell’istituto, parlando anche dell’utilizzo di bombe e coltelli e indicando in 89 il numero delle possibili vittime, lo stesso delle classi presenti nella scuola.
A quanto apprende l’Adnkronos, il dettaglio era stato inizialmente notato da uno studente. Il giorno successivo, però, la segnalazione ha raggiunto anche una madre, informata dalla figlia dopo aver ricevuto lo stesso messaggio. A quel punto è stato attivato l’intervento delle forze dell’ordine. Il post è stato successivamente rimosso. Gli accertamenti effettuati all’interno dell’istituto hanno permesso di escludere la presenza di armi o altri oggetti sospetti e, di conseguenza, la minaccia è stata considerata falsa.
La vicenda ha comunque generato preoccupazione tra gli studenti, anche per il timore che la scuola potesse essere sottoposta a una presenza straordinaria delle forze dell’ordine. Un rappresentante d’istituto ha quindi cercato di tranquillizzare i ragazzi, spiegando che le lezioni si sarebbero svolte regolarmente e che non sarebbero stati introdotti controlli straordinari all’ingresso.
"Si entrerà come tutti i giorni, in piena tranquillità", è stato il messaggio rivolto agli studenti, ribadendo che «non c’è alcun pericolo per nessuno". Sulla vicenda è intervenuto anche Mario Rusconi, presidente dell’Anp Roma, che ha respinto l’ipotesi di una militarizzazione dell’istituto. "Non c'è alcuna militarizzazione, come impropriamente e scioccamente sostengono alcuni ragazzi", ha dichiarato all’Adnkronos. Secondo Rusconi, i controlli sono stati disposti come misura preventiva dopo la diffusione del messaggio che preannunciava un possibile attentato.
L’esponente dell’Anp ha sottolineato che, in situazioni di questo tipo, possono essere utilizzati anche cani antidroga o metal detector, ma si tratta di interventi legati alla specifica situazione e non destinati a diventare una presenza quotidiana all’interno della scuola.
"A fronte di un messaggio allarmistico diffuso sulle chat degli studenti, che preannunciava una sorta di attentato, la preside si è immediatamente attivata con le forze dell'ordine», ha spiegato Rusconi, sottolineando che l'intervento è stato circoscritto alla necessità di verificare la segnalazione. La conferma è arrivata anche dal collettivo studentesco Amaldi Attiva, che sui social ha riferito che i controlli con i metal detector sono stati effettuati prima dell’ingresso e che le lezioni si sono svolte regolarmente. "La presenza della polizia è stata solo una forma di precauzione", hanno scritto gli studenti. Durante le verifiche, viene riferito, non è stato trovato nulla, né armi né oggetti sospetti. L'allarme, dunque, è rientrato, ma la diffusione della falsa minaccia ha lasciato apprensione tra studenti e famiglie, riportando al centro dell'attenzione anche il tema della sicurezza negli istituti scolastici e dell'utilizzo dei social e delle chat per diffondere messaggi potenzialmente allarmistici.
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