
Montebelluna, nuovi dubbi sull'arredo urbano di Corso Mazzini
Tessariol critica le piante davanti al municipio definendole “uno scenario desolante”
MONTEBELLUNA - A Montebelluna, con la primavera tornano le polemiche sulla particolarità estetica del centro cittadino, come accade da anni. Il tratto pedonalizzato di Corso Mazzini, tra il municipio e la Loggia dei Grani, è caratterizzato da cespi e ciuffi di piante che solo a estate inoltrata assumono un aspetto migliore: da qui i dubbi di diversi cittadini sull’opportunità di fare una scelta botanica tanto singolare. Alberto Tessariol, esponente locale di Azione, ha definito la situazione «uno scenario desolante, esteticamente brutto», criticando la scelta di arredo urbano fatta dalla precedente amministrazione Favero. Secondo Tessariol, il progetto non ha tenuto conto della storicità e della bellezza delle alberature lungo il corso, suggerendo che la sistemazione dell’area fosse stata indirizzata da considerazioni economiche legate alla gestione delle aiuole.
Il rappresentante del partito di Calenda ha sottolineato come l'attuale amministrazione non stia seguendo la tendenza globale di piantumazione diffusa nelle aree urbane, una misura che favorisce il benessere umano e contribuisce a ridurre la temperatura estiva nelle città. Tessariol ha concluso: «Va pensato qualcosa di non troppo delicato e che richieda manutenzione ordinaria. Ma certamente serve un’alternativa a quella steppa arida e spoglia, tipo deserto dei Gobi». Inoltre, ha espresso la propria preoccupazione per il prevalere di discussioni partitiche a discapito di un dibattito amministrativo che dovrebbe focalizzarsi su tematiche ecologiche e ambientali.
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