26 ottobre 2020

Morte Floyd, il coprifuoco non ferma la protesta

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Morte Floyd, il coprifuoco non ferma la protesta

Ancora proteste, disordini e arresti negli Stati Uniti dopo la morte dell'afroamericano George Floyd durante un fermo di polizia a Minneapolis. E' una domenica notte di coprifuoco in decine di città, Washington compresa, dopo che decine di migliaia di persone sono ancora una volta scese in piazza. In 15 stati e nel distretto di Columbia sono state attivate oltre 5.000 unità della Guardia nazionale. A Los Angeles e nelle città limitrofe ci sono stati saccheggi. Incendi a Washington dove sono proseguite le proteste davanti alla Casa Bianca. Mentre a Boston diversi agenti sono rimasti feriti, mentre almeno 21 veicoli della polizia sono stati danneggiati e 40 manifestanti sono stati arrestati. Per disperdere la folla e impedire atti vandalici e saccheggi a Boston è intervenuta la Guardia Nazionale del Massachusetts.Sono circa quattromila le persone che sono state arrestate negli Stati Uniti durante le manifestazioni.

 

E' quanto riferisce la Cnn, sottolineando che il primo arresto risale a martedì 26 maggio, il giorno dopo l'uccisione di Floyd. Tra le persone arrestate anche Chiara de Blasio, la figlia 25enne del sindaco di New York Bill de Blasi, fermata a Manhattan con l'accusa di partecipare a un raduno non autorizzato ed è stata poi rilasciata. Un uomo è stato invece ucciso da un colpo d'arma da fuoco durante una manifestazione di protesta che si è svolta a Louisville. Lo riferiscono media locali, spiegando che l'uccisione è avvenuta verso mezzanotte, un'ora dopo che in città era stato imposto il coprifuoco dopo diverse notti di protesta. Secondo una prima ricostruzione, gli agenti della polizia locale e quelli della Guardia Nazionale stavano cercando di rimuovere un raduno in un parcheggio fuori da un negozio di alimentari quando qualcuno ha sparato contro di loro. A quel punto, gli agenti hanno risposto al fuoco uccidendo un uomo. Il capo della polizia di Louisville, Steve Conrad, ha dichiarato ai media locali che sull'accaduto sono state sentite diverse persone e che nel corso della giornata verranno fornite ulteriori informazioni. Intanto Derek Chauvin, l'ex agente di polizia che con un ginocchio ha bloccato George Floyd impedendogli di respirare fino a provocarne la morte, apparirà l'8 giugno per la prima volta in tribunale per rispondere alle accuse di omicidio. L'udienza era inizialmente prevista per oggi, ma è stata spostata, come riferisce la Cnn. Non è chiaro il motivo del rinvio. Chauvin, 44 anni, è stato arrestato venerdì scorso, dopo essere stato licenziato insieme ad altri tre colleghi. E' stato incriminato di omicidio di terzo grado e di omicidio colposo di secondo grado. In base alla legge del Minnesota, si parla di omicidio di secondo grado quando una persona ''rischia consapevolmente di causare la morte o un grave danno fisico a un'altra". Ma per il capo della polizia di Minneapolis, Medaria Arradondo, i quattro poliziotti coinvolti nel caso hanno tutti le stesse responsabilità.

 

"Floyd è morto nelle nostre mani e questo lo considero essere complici", ha detto alla Cnn rispondendo ai familiari della vittima. "Silenzio e mancanza di azione, è essere complici - ha aggiunto - Se solo ci fosse stata una voce...è quello che speravo". I quattro poliziotti sono stati licenziati martedì. Per Arradondo il caso Floyd è una "violazione di umanità". Quincy Mason Floyd, uno dei figli di George Floyd ha partecipato a una protesta a Bryan, in Texas. "Sono davvero emozionato per tutto questo. Tutti escono e gli dimostrano affetto. Sono davvero commosso", ha detto alla Kbtx, alla quale ha raccontato che l'ultima volta che ha visto il padre aveva 4 o 5 anni. Quincy Mason e la sorella, Connie Mason, che hanno partecipato alle manifestazioni di ieri a Bryan, hanno fatto appello ai manifestanti in tutto il Paese a evitare la violenza. "Non risolverà nulla", ha detto il figlio di George Floyd, che insieme ai fratelli vive a Bryan, dove si sono trasferiti con la madre più di 15 anni fa. Intanto due poliziotti sono stati licenziati ad Atlanta dopo che sui social media ha iniziato a circolare un video che immortalava l'arresto, con violenza, di due studenti fermati sabato notte. Immagini "molto inquietanti", ha detto il sindaco Keisha Lance Bottoms annunciando il licenziamento. "C'è stato chiaramente un uso eccessivo della forza", che - ha detto - "non è mai accettabile", pur ammettendo come siano giorni difficili per gli agenti. Il video mostra i poliziotti che si avvicinano alla macchina in cui si trovano i due ragazzi, viene rotto il finestrino del conducente e i due vengono prelevati con violenza dopo essere stati bloccati con l'uso del taser.

 



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