Odio razziale, ideologie totalitarie e pedopornografia in rete: tredici minorenni denunciati - VIDEO
Le indagini della Digos svelano una fitta rete di chat dopo il ritrovamento di armi in alcune abitazioni
| Redazione OT |
SIENA – Una vasta operazione di contrasto all’estremismo ideologico e alla criminalità informatica ha portato alla denuncia di tredici giovanissimi residenti nel territorio toscano. Le autorità della Digos di Siena hanno ricostruito l’esistenza di una complessa rete virtuale dedicata alla propaganda di idee fondate sull’odio etnico e sulla discriminazione verso le minoranze.
L’indagine ha preso il via nel luglio duemilaventicinque, quando un controllo mirato ha permesso il rinvenimento di un fucile e del relativo munizionamento presso le abitazioni di due sospettati. Il successivo esame dei supporti informatici ha rivelato la partecipazione degli indagati a numerosi gruppi chiusi sui principali social network, caratterizzati da contenuti di stampo suprematista. All’interno di queste conversazioni telematiche venivano esaltate le figure storiche del nazionalsocialismo e del fascismo, accompagnate da costanti incitamenti alla violenza fisica contro gli stranieri. I minori coinvolti utilizzavano piattaforme di messaggistica per condividere simbologie dell’estrema destra storica, promuovendo la suddivisione della specie umana in razze gerarchicamente ordinate. Le contestazioni formulate dalla Procura includono inoltre l’apologia di reato e l’istigazione all’utilizzo di esplosivi artigianali da impiegare in possibili azioni contro gruppi specifici della popolazione. Il quadro investigativo si è aggravato con il ritrovamento, nei dispositivi elettronici sequestrati a Siena, di una significativa quantità di materiale pedopornografico archiviato dai giovani. Le chat analizzate dagli specialisti contenevano filmati di aggressioni reali compiute ai danni di immigrati, contenuti che venivano diffusi tra i membri del gruppo per finalità di esaltazione ideologica.
Una delle comunità virtuali scoperte dagli investigatori faceva esplicito riferimento al periodo della repubblica sociale, fungendo da luogo di aggregazione per l’odio omofobo e religioso. Gli agenti hanno riscontrato un linguaggio sistematico volto al disprezzo delle istituzioni democratiche e alla promozione della superiorità della popolazione bianca rispetto alle altre etnie. Il coinvolgimento di così tanti minorenni ha richiesto il coordinamento con le strutture competenti per la giustizia minorile, al fine di approfondire i contesti familiari e sociali degli indagati. Le analisi tecniche proseguono per verificare se la rete individuata a Siena avesse collegamenti operativi con altre cellule radicalizzate presenti su scala nazionale o estera. I tredici soggetti devono rispondere a vario titolo di detenzione illegale di armi e diffusione di materiale illecito, oltre ai reati legati alla propaganda d’odio razziale organizzata.
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