23 settembre 2026

Nord-Est

Prima finge di cedere alla truffa del finto carabiniere, poi fa arrestare il complice

La donna ha mantenuto il controllo durante la chiamata sospetta, avvisando tempestivamente le forze dell'ordine e tendendo una trappola al malintenzionato

| Redazione OT |

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Prima finge di cedere alla truffa del finto carabiniere, poi fa arrestare il complice

UDINE - Una donna di 69 anni è riuscita a sventare una truffa ai suoi danni orchestrata da un falso appartenente alle forze dell'ordine, collaborando direttamente con la polizia per bloccare il responsabile. L'episodio è avvenuto nel pomeriggio di sabato a Udine, quando la vittima è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è qualificato falsamente come un carabiniere in servizio.

Il interlocutore fraudolento ha sostenuto che una vettura analoga alla sua risultava coinvolta in una rapina compiuta all'interno di una gioielleria del centro storico cittadino. Approfittando del panico generato, il truffatore ha annunciato l'imminente passaggio di un presunto collega incaricato di ritirare e custodire temporaneamente denaro e preziosi presenti nell'abitazione.

La padrona di casa ha compreso immediatamente la natura della telefonata, decidendo di non interrompere la conversazione per guadagnare tempo prezioso. Utilizzando un secondo apparecchio telefonico senza farsi scoprire, la sessantanovenne ha composto il numero unico di emergenza per allertare gli agenti della questura locale. Seguendo scrupolosamente le indicazioni ricevute dagli operatori di polizia, la donna ha finto di assecondare le richieste del truffatore per tutta la durata del colloquio telefonico. Pochi minuti dopo, un uomo di 32 anni residente a Bari si è presentato puntualmente all'indirizzo dell'abitazione per riscuotere il bottino pattuito. Ad attenderlo sull'uscio c'erano gli investigatori della polizia di stato, che lo hanno bloccato e tratto in arresto in flagranza di reato con l'accusa di tentata truffa aggravata.

Nel corso della successiva udienza di convalida tenuta in tribunale, il pubblico ministero ha richiesto la misura della custodia cautelare in carcere per il soggetto fermato. La difesa dell'indagato ha avanzato la richiesta di applicazione di una misura cautelare meno afflittiva rispetto al carcere per il proprio assistito. Il giudice per le indagini preliminari Mariarosa Persico si è riservata la decisione definitiva in merito alla convalida dell'arresto e all'eventuale restrizione detentiva.


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