Scuola di Biadene e Pederiva: l’opposizione attacca sui ritardi del cantiere
I Democratici per Montebelluna denunciano i disagi per le famiglie e chiedono una commissione consiliare per fare chiarezza sul cantiere bloccato
MONTEBELLUNA - Il futuro del nuovo polo scolastico primario di Biadene e Pederiva resta avvolto nell'incertezza, sollevando la ferma presa di posizione del gruppo consiliare di minoranza Democratici per Montebelluna. Al centro del dibattito politico vi è la situazione di stallo del cantiere e il contenzioso in corso tra l'ente locale e l'azienda appaltatrice, le cui risposte definitive non arriveranno prima della fine di novembre. Sulla delicata questione, i consiglieri hanno dichiarato: «Dalle informazioni che abbiamo, fino a fine novembre non sapremo se la vertenza in atto tra l’azienda e Comune, in merito alla nuova scuola primaria di Biadene e Pederiva, avrà una soluzione e quali saranno gli sviluppi. Tutto è fermo e il silenzio di queste settimane ci preoccupa e ancora una volta alimenta preoccupazione nelle famiglie. In aggiunta, sottolineiamo che quanto finora realizzato nel cantiere, rischia di essere già deteriorato».
Gli esponenti della minoranza sono tornati anche sulle scelte urbanistiche originarie, evidenziando come l'amministrazione comunale avesse promesso il completamento dell'opera nel giro di tre anni. Sulla localizzazione dell'edificio e sulla gestione amministrativa, i consiglieri hanno aggiunto: «Le vicende sulla costruzione della scuola sono note e confermiamo anche a posteriori che vi erano tutte le condizioni per costruire la scuola in un altro sito. Come minoranze siamo intervenuti più volte chiedendo delucidazioni sugli sviluppi anche del percorso giuridico in atto ricevendo timide rassicurazioni. Tuttavia, ad oggi, non abbiamo riscontri su come l’amministrazione intenda intervenire in questa fase di assurda impasse».
Il blocco dei lavori si ripercuote direttamente sulla programmazione didattica dell'Istituto Comprensivo Montebelluna 2, penalizzando l'offerta formativa pensata per il plesso "Anselmi", nato dall'unificazione delle scuole "Baracca" e "Manzoni" e concepito per il tempo pieno. A tal proposito, i rappresentanti dell'opposizione hanno rimarcato: «Il disagio è evidente soprattutto per quanto riguarda la presentazione dell’offerta formativa dell’IC Montebelluna 2: il nuovo plesso – che dovrebbe riunire in un’unica sede le scuole “Baracca” e “Manzoni” e già intitolato “Anselmi” – era stato pensato e progettato come plesso a tempo pieno e in questo senso sono state orientate fin da subito le scelte dell’istituto. Al momento, la mancata consegna di una sede dotata di una mensa adeguata e degli spazi esterni, costringe i due plessi a gestire un tempo scuola poco sostenibile per caratteristiche strutturali degli edifici e nel caso di un plesso a non poter accogliere più di tre classi. Ricordiamo inoltre le problematiche strutturali che hanno reso necessaria la realizzazione di una nuova scuola».
Guardando alle ripercussioni sul territorio e alle scadenze imminenti per le iscrizioni scolastiche delle future classi prime, il gruppo consiliare ha concluso annunciando un'iniziativa istituzionale: «La promessa dell’amministrazione era che la scuola si sarebbe completata in tre anni. È evidente che l’offerta formativa dell’Istituto in questi anni è sempre stata condizionata e penalizzata dalla complessità della situazione generatesi, inoltre ci sono state ricadute negative sulle scelte delle famiglie, sull’organizzazione interna dell’Istituto e sul territorio che a oggi risulta privo del nuovo plesso. Come minoranza chiederemo una commissione per fare il punto della situazione e dare risposte adeguate a quelle famiglie montebellunesi che fra qualche mese saranno impegnate nella fase delle iscrizioni dei loro figli alla classe prima primaria».
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