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02 marzo 2024

Montebelluna

Terna in Regione per il Piano di sviluppo della rete elettrica: si è parlato anche della stazione di Volpago

Soddisfazione dei vertici della società e da parte della Giunta Zaia ma restano nebulosi alcuni nodi cruciali

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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Terna

VOLPAGO DEL MONTELLO – Se a Volpago del Montello è stato accolto con favore il ridimensionamento sulla carta della stazione elettrica che Terna intende realizzare, un po’ meno la notizia della moltitudine di espropri da attuare, resta da capire come il nuovo impianto si collegherà al resto della rete: il Montello sarà o no attraversato da tralicci, come teme il Comitato Volpago Ambiente? Ad oggi non è ancora dato saperlo. Ieri, intanto c’è stato un incontro in Regione tra l’Assessore all’Energia Roberto Marcato, l’Assessore all'Ambiente Gianpaolo Bottacin e l’Assessore al Territorio Cristiano Corazzari e i referenti di Terna, Enrico Maria Carlini, Responsabile Pianificazione del Sistema Elettrico e Autorizzazioni e Francesco Marzullo, Responsabile Pianificazione Integrata della Rete e Governance Piani. Tema dei lavori il nuovo Piano di Sviluppo della rete elettrica nazionale 2023-2032 che contempla 1 miliardo di euro di investimenti nei prossimi 10 anni per lo sviluppo della rete elettrica della regione.

«Terna ha illustrato i punti salienti del Piano che prevede per il Veneto investimenti per circa 1 miliardo di euro. Gli interventi infrastrutturali consentiranno di ammodernare la rete esistente incrementandone, anche attraverso una maggiore magliatura, il livello di efficienza, sicurezza e sostenibilità – si legge nella nota dell’azienda che accenna anche a Volpago -. In provincia di Treviso è prevista la nuova stazione elettrica a 380 kV di Volpago del Montello il cui progetto, in iter autorizzativo presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, comprende anche un ampio riassetto della rete che interesserà anche la provincia di Venezia. La nuova infrastruttura sarà a ridotto consumo di suolo in tecnologia blindata compatta progettata per inserirsi nel contesto rurale e circondata nel suo perimetro da essenze arboree autoctone. La sua realizzazione consentirà la demolizione di 51 km di linee aeree e oltre 300 sostegni, liberando 30 ettari di territorio da infrastrutture elettriche che oggi interessano anche i centri abitati di 13 comuni in provincia di Treviso e 2 in provincia di Venezia».

Sull’incontro dalla Regine giungono reazioni favorevoli: «Abbiamo ascoltato con attenzione quanto ci è stato presentato – commenta l’Assessore regionale all’energia Roberto Marcato -. Gli interventi proposti sono quelli che ci attendevamo rispetto a nodi noti. Il rapporto con Terna è sempre stato improntato alla massima collaborazione e oggi sono state poste le basi per ulteriori collaborazioni. Il piano energetico regionale che entro fine anno intendo portare in giunta è l’ambito dove già da subito possiamo lavorare. Il tutto al fine di favorire una reale transizione energetica, sostenibile a livello ambientale ed economico». L’Assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin sottolinea: «È importante consolidare un rapporto con Terna che già fino ad ora si è dimostrato proficuo. Questo anche in ottica della grande opportunità che si presenta alla Regione di poter gestire direttamente o tramite partner scelto mediante gara le centrali idroelettriche del Veneto alla scadenza delle concessioni».

L’assessore regionale alla Pianificazione territoriale e Urbanistica, Cristiano Corazzari quindi conclude: «L’obiettivo, in capo alla Regione, di raggiungere una quota di energia rinnovabile adeguata alle richieste giunte dal Governo, va perseguita in modo coerente con la realtà del nostro territorio. Il fotovoltaico è impattante per il paesaggio soprattutto riguardo ai terreni agricoli. Il raggiungimento della quota di rinnovabile e la realizzazione di mega impianti fotovoltaici sono elementi che è necessario governare a livello locale e la Regione del Veneto lo ha fatto con una apposita legge di regolamentazione del fotovoltaico. L’auspicio è che il coordinamento con Terna, ossia tra Regione ed ente gestore, sia funzionale al governo del fenomeno, tenendo presente l’aspetto paesaggistico, il consumo di suolo e la questione agronomica. Questo soprattutto nel rodigino, territorio che da solo ha registrato una quantità di richieste di installazione di impianti fotovoltaici a terra maggiore della somma delle richieste presentate nelle altre Province venete».



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