19 settembre 2026

Italia

Trappola di sangue: torturato in ufficio per 90mila euro

Un rappresentante di commercio attirato, minacciato con le armi e rapinato attraverso bonifici istantanei: l'intera scena era stata registrata da uno degli indagati

| Redazione OT |

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Agguato in città: nove arresti per una violenta estorsione da novantamila euro

BRESCIA – Una brutale aggressione trasformata in una trappola finanziaria ha portato all'arresto di nove persone da parte degli agenti della squadra mobile. L'operazione, coordinata dalla procura locale, ha permesso di smantellare un gruppo criminale responsabile di una violenta estorsione consumata ai danni di un rappresentante di commercio in zona Brescia. Le indagini hanno portato all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare che ha spedito sei individui in carcere e tre ai domiciliari, grazie alla collaborazione tra i reparti di prevenzione crimine della Lombardia e i commissariati di Desenzano del Garda e del Carmine. La svolta nelle indagini è arrivata in modo quasi fortuito, grazie al sequestro di uno smartphone appartenente a uno degli indagati, coinvolto in una precedente rapina.

All'interno del dispositivo, i poliziotti hanno rinvenuto un file audio sconcertante: la registrazione integrale dell'incontro criminale. Il nastro digitale ha permesso agli inquirenti di ascoltare in diretta le fasi del ricatto, le grida della vittima e le minacce degli aggressori, fornendo una prova schiacciante sulla premeditazione del delitto avvenuto nell'autunno del 2024 in provincia di Brescia. Secondo quanto ricostruito, il professionista era stato attirato presso la sede di un'azienda locale con un falso pretesto lavorativo, orchestrato dai due gestori di fatto della ditta che sono risultati essere i mandanti del colpo. Una volta entrato nell'ufficio, l'uomo si è ritrovato circondato da un gruppo di sconosciuti che lo hanno bloccato con la forza, sottraendogli immediatamente le chiavi dell'automobile e il telefono cellulare. La situazione è degenerata rapidamente quando sono apparse prima delle forbici e successivamente una pistola, puntata contro la vittima per piegarne ogni resistenza.

Per oltre due ore, il rappresentante è stato sottoposto a percosse e vessazioni psicologiche, con l'unico obiettivo di svuotarne i conti correnti. Sotto la minaccia costante dell'arma, l'uomo è stato costretto ad accedere al proprio servizio di home banking per disporre diversi bonifici a favore degli estorsori. Al termine del sequestro lampo, i criminali erano riusciti a sottrarre alla vittima una cifra complessiva superiore ai novantamila euro, convinti probabilmente che il terrore seminato avrebbe impedito al malcapitato di rivolgersi alle autorità. Nonostante il trauma, la vittima aveva trovato la forza di denunciare l'accaduto la sera stessa presso il proprio comune di residenza.

Il lavoro di analisi incrociata tra le dichiarazioni rese dal commerciante, le tracce del traffico telefonico nella zona e le voci cristallizzate nella registrazione dello smartphone ha permesso alla mobile di Brescia di identificare ogni singolo partecipante all'agguato. Gli arrestati devono ora rispondere di accuse gravissime che vanno dal sequestro di persona alla rapina aggravata, chiudendo il cerchio su una vicenda che ha scosso profondamente il tessuto imprenditoriale di Verona e delle province limitrofe coinvolte nelle operazioni di cattura.


 

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