10 maggio 2021

Castelfranco

Zurlo: «Migliorare la viabilità e favorire la creatività per rendere Castelfranco più vivibile»

A sette mesi dalle elezioni, il consigliere di Punto d'Incontro fa un primo resoconto dell'attività politica del gruppo

| Leonardo Sernagiotto |

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| Leonardo Sernagiotto |

Lorenzo Zurlo

CASTELFRANCO - Sono stati la sorpresa delle elezioni 2020. Unendo entusiasmo giovanile, proposte legate soprattutto all’ambito ambientale e un linguaggio costruttivo, i ragazzi della lista Punto d’Incontro sono riusciti ad ottenere buoni consensi elettorali e ad eleggere un consigliere, Lorenzo Zurlo. Oggi, dopo sette mesi di amministrazione, Zurlo fornisce un primo parere dell’attività politica del suo gruppo.

Anche in occasione dell’ultimo Consiglio comunale, si è notato una differente visione politica tra te e il resto dei consiglieri. Come valuti questo fattore?

È radicata una dinamica basata sull’“attacco/difesa”, che porta a considerare un intervento in Consiglio come un attacco da cui difendersi agli occhi dei cittadini-elettori, senza considerarlo come un’occasione di dialogo. Analizzando i verbali dei Consigli comunali fino agli anni ‘90, emerge costantemente questa logica. Questo approccio tuttavia porta alla divisione, mentre una città deve essere più compatta possibile per affrontare le sfide che si parano davanti, soprattutto riguardo la vivibilità, tramite il miglioramento della qualità dell'aria e l'attenzione a una mobilità sicura, che protegga l'utenza debole come bambini e anziani.

Il lavoro che stiamo portando avanti dimostra che i ventenni, la parte forse più lontana e delusa dalla politica, possa apportare un contributo importante al dibattito, soprattutto in tema ambientale, che è tornato al centro del dibattito politico. Si tratta di un fenomeno in espansione: ci hanno contattato ragazzi di altri comuni, che vorrebbero attivarsi anche loro. Se si riesce a diffondere a livello locale un approccio costruttivo che cerca di superare certe visioni, sarà possibile ottenere qualche risultato in più.

Come state agendo come gruppo?

Accanto ai progetti green, continuiamo a confrontarci costantemente con la realtà sociale della nostra città, dialogando con architetti, ingegneri, professionisti e con il tessuto imprenditoriale, dove vi sono aziende che più volte in passato si sono dimostrate innovative nello superare le sfide e le difficoltà.

Qual è la risposta degli imprenditori?

Più di qualcuno ha visto positivamente il nostro impegno e ci ha spronato a continuare, perché poi inevitabilmente la visione che porta una generazione più giovane sarà quella verso cui tenderà l’azienda quando ci sarà il cambio generazionale. C’è un patrimonio di giovani impegnati in politica che poi rientreranno in azienda, portando novità da unire all’esperienza di chi è già inserito. Dal territorio c’è la voglia di cambiare certi paradigmi legati alla città.

Com’è cambiato il vostro rapporto con la politica?

Questi mesi sono stati importanti per conoscere al meglio come si muove la macchina comunale. Abbiamo capito l’importanza della progettazione e dell’esistenza di un tempo “giusto” per realizzare le cose. Importante diventa l’essere razionali, non impiantare problemi per rallentare, ma approfondire le questioni.

Riguardo il gap generazionale con il resto della politica?

Credo che più di qualcuno abbia capito che grosso potenziale possano portare i ragazzi che escono dalle superiori o dalle università. Confido di vedere più gruppi che chiedano ai ragazzi di entrare in politica: già in molti si stanno attrezzando per integrare dei giovani nelle proprie formazioni, in quanto possono giungere spunti interessanti e utili. Alla fine rimangono comunque le persone a fare la differenza.

Oltre all’ambiente, Punto d’Incontro è interessata a promuovere anche la creatività. Come vi state muovendo a riguardo?

Credo che i festival, di cui abbiamo già ottimi esempi, possano fare tanto per Castelfranco. Portando autori, produttori, musicisti, i festival sono momenti che suggeriscono alla città che tipo di sviluppo creativo e imprenditoriale si potrebbe generare. A Castelfranco ci sono dei lab e delle realtà che hanno tradotto questi saperi in attività redditizie (produzione video, fotografia, editoria, editing grafico per altre aziende).

È perciò necessario continuare a sponsorizzare questi momenti e festival, per dare più spazio alle menti creative di cui il nostro territorio è fertile e far crescere un humus artistico. È quello che potrebbe succedere con Palazzo Soranzo-Novello: si potrebbe dedicare una parte al contemporaneo, fornendo agli artisti emergenti uno spazio espositivo come primo passo verso un percorso che potrebbe portarli al centro della scena nazionale.

 


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Leonardo Sernagiotto

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