26 gennaio 2020

Montebelluna

“Il sindaco non poteva impegnare il comune per trasformare l’ex Pretura in un teatro”

L’Alternativa Giusta solleva dubbi sulla legittimità dell’operazione condotta con Banca Intesa

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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“Il sindaco non poteva impegnare il comune per trasformare l’ex Pretura in un teatro”

MONTEBELLUNA – La notizia che l’ex Tribunale possa diventare un teatro sta scatenando davvero tante reazioni a Montebelluna, e inaspettatamente meno positive di quanto previsto per una città che da decenni chiede un teatro. Dopo la proposta dello storico Lucio De Bortoli di acquistare villa Bertolini e di realizzare in quel contesto uno spazio dedicato al teatro, che sta riscuotendo molti consensi, ora dal capogruppo d’opposizione arrivano anche dubbi sulla legittimità dell’accordo che il sindaco avrebbe strappato a Banca Intesa ottenendo 5,5 milioni di euro quale “ristoro” alla collettività montebellunese, per la vicenda Vento Banca.

Francesco Bortignon il capogruppo della lista L’Alternativa Giusta, afferma: “Ci è stato comunicato che Banca Intesa donerà 5,5 milioni di euro al Comune, con la formula dell’Art Bonus, per la costruzione di un teatro al posto dell’ex Pretura in Piazza Negrelli. Questo, a detta del Sindaco, a titolo di “risarcimento” al territorio coinvolto nel crac di Veneto Banca. Dopo alcune riflessioni ci sentiamo di esprimere alcune perplessità, di metodo e di merito, e una proposta alternativa”. Sul metodo Bortignon spiega che: “Il Sindaco dice di aver ricevuto mandato dal consiglio Comunale, all’unanimità, con l’approvazione di una mozione nel novembre 2017. Ciò è vero solo in parte”.

Questo un passaggio della mozione: “Il consiglio comunale conferisce mandato al Sindaco e alla Giunta comunale di predisporre e mettere in atto, a qualsivoglia livello, tutte le iniziative utili e necessarie per ottenere la devoluzione della sede storica di Veneto Banca, palazzo simbolo del tessuto sociale ed economico del territorio, al Comune di Montebelluna quale risarcimento morale alla Comunità di luogo per il ruolo svolto nella crescita della banca, ora acquisita dal gruppo Intesa San Paolo, e di condividere il presente documento dandone la massima diffusione alla cittadinanza e raccogliendo le adesioni delle associazioni datoriali di categoria, dei sindacati, delle associazioni a tutela dei risparmiatori, delle associazioni culturali della città, dei Comuni limitrofi”.

“Si parla quindi solo della sede storica di Veneto Banca in Piazza Dall’Armi. Non si parla di ex Pretura, non si parla di finanziamenti per teatri – afferma il capogruppo d’opposizione -. Tutto quello che esula dal testo della mozione non è stato discusso in Consiglio Comunale, e dal Consiglio il Sindaco non ha ricevuto mandati al di fuori di quelli appena riportati. Si è trattato quindi di una iniziativa condotta dal Sindaco, per quanto ne sappiamo, in solitaria (i suoi stessi consiglieri sono stati informati del finanziamento di Banca Intesa solo lunedì 28 ottobre 2019), con la sola collaborazione di alcuni tecnici comunali (Segretario Comunale, Dirigente 3° settore)”.

Altra questione sollevata da L’Alternativa Giusta è la tempistica poichè la settimana prossima saranno convocate le Commissioni e il Consiglio Comunale per l’esame di convenzioni con Banca Intesa e la creazione di una Fondazione che gestirà il futuro teatro. “In 10 giorni si dovrebbe quindi prendere una decisione tanto importante, che condizionerà la futura vita culturale e i futuri bilanci comunali, senza uno straccio di dibattito pubblico, senza coinvolgimento del tessuto culturale montebellunese, senza una analisi dei futuri costi di gestione di un teatro e delle sue modalità di gestione”.

Bortignon incalza: “Si parla di teatro come forma di risarcimento al territorio per il crac di Veneto Banca. Siamo sicuri che chi ha perso i propri risparmi troverà conforto nel sapere che Montebelluna avrà un nuovo teatro? Ma al di là di questo aspetto, è necessario un teatro da 300-400 posti, se a non più di 5 km c’è quello di Falzè di Trevignano (320 posti)?... Sicuri che l’ex tribunale sia il luogo più adatto? A meno di non occupare l’attuale parcheggio, il sedime dell’edificio non sembra proprio enorme. Inoltre, nella struttura trovano ospitalità attualmente molte associazioni culturali, mostre temporanee, depositi (tra cui l’archivio del Tribunale di Treviso). E siamo dell’idea che quella sia la localizzazione migliore per una sede fissa delle cucine del Palio, il grande evento identitario della Città che chiede una sede fissa da anni”.

Quindi la proposta finale che ricalca quella di Lucio De Bortoli di acquisire Villa Bertolini già in vendita ad un prezzo molto basso, poco più di un milione di euro. “Un edificio dalla storia importante, dall’architettura di valore, circondato da un magnifico parco, in centro città. Ecco un vero bene collettivo su cui Banca Intesa potrebbe investire a beneficio della Comunità montebellunese e delle sue associazioni. E con 5 milioni e mezzo di euro ci sarebbero le risorse anche per il necessario restauro per garantirne una pluralità di funzioni”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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