"Buono come lo Champagne"

"Sampagna", torna sul mercato il vino veneto-friulano amato anche dai Francesi. Fin dal 1797

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MOTTA/MEDUNA DI LIVENZA - Strano ma vero. I francesi che occuparono il Veneto nel 1797, ai confini della Marca Trevigiana con il Friuli, tra Pravisdomini e Motta di Livenza, sorseggiarono un vino bianco frizzante tipico della zona e lo definirono “buono come lo champagne”.

La Repubblica di Venezia aveva ormai i giorni contati.

A breve ci sarebbe stato, poi, lo “scambio” (il Trattato di Campoformido) con cui Venezia passò sotto l’Impero austriaco, rimanendovi a parte la parentesi del Regno d'Italia napoleonico e la breve e sfortunata esperienza della Repubblica di Venezia di Daniele Manin del 1848- fino al 1866. Difficile all’epoca per un agricoltore veneto o friulano pronunciare la parola champagne. E infatti il brioso vino fu ribattezzato “sampagna”.

Dopo oltre due secoli il vino, quasi scomparso e prodotto con l'uva Marzemina bianca, torna sul mercato, grazie alla determinazione di Manlio della Frattina, discendente di una famiglia da oltre mille anni produttrice di vini di qualità.

In merito ha fatto uno studio il giornalista-scrittore Bruno Stefanat.

Qualche anno fa Manlio della Frattina rinvenne, quasi miracolosamente, in un campo tra Motta e Annone Veneto (da sempre feudo della famiglia) alcune antiche piante del vitigno, e riuscì a ricavarne le barbatelle sufficienti per il reimpianto.

Il Sampagna è oggi un vino ricercato, nel quale il “conte contadino” della Frattina ha profuso un grande sforzo produttivo per mantenerne intatte le caratteristiche originali: fermentazione in bottiglia sui propri lieviti, nessun filtraggio, applicazione minima di conservanti. Risultato: un meraviglioso effetto visivo a pagliuzze d'oro e un gusto fresco e sapido che non ha nulla da invidiare alla base di un ottimo champagne premier cru.

Da sempre l'azienda Conti della Frattina dedica un'attenzione particolare alla limitazione della “chimica nel bicchiere” e ai cicli naturali: la nuova produzione è stata confezionata nei tre giorni della Luna di maggio idonei all'imbottigliamento; la bottiglia trasparente assicura la percezione anche visiva di un vino “diverso”, che rappresenta -se si vuole che il settore divenga elitario ma nel contempo altamente competitivo per i nuovi mercati- il futuro della vinificazione del Nordest.

Alcune importanti enoteche veneziane che fanno tendenza per un target internazionale si sono già assicurate parte della produzione. 

 

 

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