07 agosto 2020

Treviso

Chiamate i pompieri! Sono bloccato nel bagno

Disavventura (vissuta con allegria) per il giornalista trevigiano Michele Miriade

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Michele Miriade, primo a destra nella foto

"Questa mi mancava!", ha sbotatto su Facebook, raccontando in una battuta alla Palazzeschi quanto gli era successo. 

Il giornalista trevigiano Michele Miriade - chi lo conosce, lo sa bene - ama la vita di società. Soprattutto, da esperto enogastronomo, ama i pranzi e le cene in compagnia di amici (e amiche). Soprattutto ama tiràr tardi. Il lockdown deve quindi averlo messo a dura prova, ma non presagiva certo che in piena Fase 2 (forse 3) il lockdown per lui sarebbe continuato. In un bagno pubblico, in pieno centro a Treviso.

"Dopo essere andato a cena con alcuni amici - racconta - ieri sera ci siamo fermati un po' sotto il plateatico della Loggia dei Trecento. Si stava bene. L'aria era era frizzante, la compagnia allegra e c'era pure un po' di movimento. La vita del salotto urbano che riprende a pulsare. Dopo un caffè  - Miriade il caffé lo piglia pura a mezzanotte - sono andato in bagno, al piano superiore del locale. Ho notato subito che la serratura a maniglia della porta era un po' difettosa, ma ho pensato 'Meglio che mi chiuda dentro: sia mai che arrivi una ragazza e mi trovi mezzo desnudo...'. Il fatto è che poi non sono più riuscito a riaprire la serratura. Per fortuna avevo con me il cellulare. Ho provato a chiamare gli amici che stavano con me, ma quelli non rispondevano. Cominciavo a preoccuparmi. Per fortuna qualcuno mi ha raggiunto al bagno e ha allertato prima un cameriere, poi il proprietario del locale. Nonostante le buone intenzioni, e un cacciavite inservibile, la porta però restava chiusa. Ed era passata più di mezzora..."

Il malcapitato ha quindi obbligato il gestore a chiamare i vigili del fuoco. "Sono arrivati in piazza dei Signori in cinque - racconta Miriade - col loro furgone d'ordinanza. Evidentemente erano fuori per qualche emergenza. In venti secondi hanno aperto la porta e mi hanno liberato. Quando sono sceso sulla piazza, la gente ha commentato la liberazione con un applauso. Forse era diretto ai bravissimi vigili del fuoco, ma io me ne sono preso volentieri una parte. Mi pareva di essere un divo, anche se non avevo girato un film, ma la maniglia difettosa di una porta."

 


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Emanuela Da Ros

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