02 giugno 2020

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Coronavirus, i veneti comunque non rinunciano a bere. E il Prosecco si vende a domicilio

Le cantine si sono organizzate e lo consegnano direttamente a casa

| Matteo Ceron | commenti |

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prosecco

PIEVE DI SOLIGO – I veneti non rinunciano a bere. Pare che il Coronavirus sotto certi punti di vista non abbia scalfito le loro abitudini, dato che, nonostante i bar siano chiusi, i produttori della zona più vocata per il prosecco continuano a vendere e ce ne sono diversi che hanno istituito pure la consegna a domicilio.

 

Certo, per chi è abituato a fare acquisti online non cambia nulla rispetto a prima dell’emergenza Coronavirus. Ma non è così per tutti: per molti anziani, o semplicemente per chi non è abituato a farlo, comprare il vino su internet praticamente è impossibile.

 

La cantina Colli del Soligo è tra quelle che ora ha attivato il servizio a domicilio: si può ordinare il vino – naturalmente soprattutto prosecco - e viene recapitato a casa. “Noi abbiamo un negozio che è un punto di riferimento nella zona di Pieve di Soligo, soprattutto per le persone di una certa età”, racconta Andrea Curtolo, direttore della cantina Colli del Soligo.

“Quando abbiamo visto che bisognava evitare gli assembramenti, abbiamo deciso di fare la consegna a domicilio nei comuni limitrofi al nostro – spiega -. Siamo partiti con calma, ma vediamo che ci sono parecchie richieste. È un servizio che facciamo gratuitamente, ci sembra doveroso per i nostri clienti in un periodo di difficoltà un po’ per tutti”.

 

Dal lunedì a giovedì si consegna il vino a casa, venerdì e sabato invece il negozio è aperto, anche se ovviamente si entra con le dovute precauzioni. “Il nostro negozio rientra tra quelli che possono restare aperti – dice ancora -. Mentre per la consegna a domicilio forniamo bottiglie, in negozio invece continuiamo a vendere soprattutto il vino sfuso”.

 

Quindi si continua a vendere il prosecco nonostante tutto? “Sì, le vendite continuano – dice ancora -. Certo, bar e ristoranti sono chiusi, e purtroppo attraversano un momento di forte crisi, ma devo dire che i trevigiani al bicchiere di prosecco non rinunciano: se non possono andare al bar, comunque lo bevono a casa”.

 



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Matteo Ceron

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