Dietrofront di Trump sulla fucilazione di Nidal Hasan: no alla diretta streaming
Il presidente degli Stati Uniti comunica la decisione di cancellare la trasmissione via internet dell'esecuzione ma conferma la pena capitale davanti al plotone
| Redazione OT |
WASHINGTON – La fucilazione di Nidal Hasan, responsabile della strage della base militare di Fort Hood, non sarà trasmessa in diretta streaming sulla rete internet.
La decisione
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ufficializzato il dietrofront attraverso un messaggio pubblicato sulla propria piattaforma social ufficiale. L'amministrazione statale ha così accolto le forti perplessità sollevate da numerosi settori istituzionali e militari contro la diffusione pubblica dell'evento. La condanna a morte mediante fucilazione resta comunque confermata dai registri giudiziari della corte marziale per la data stabilita. La trasmissione in rete avrebbe potuto costituire un forte deterrente secondo i promotori dell'iniziativa originaria al Pentagono. La contrarietà espressa da molte persone influenti ha spinto tuttavia la Casa Bianca a riconsiderare i piani definitivi.
I familiari
La nuova linea stabilita dal governo prevede la possibilità per i parenti più stretti delle vittime di assistere direttamente all'esecuzione capitale. I familiari potranno presenziare al compimento della sentenza se lo desidereranno per assistere alla conclusione della vicenda giudiziaria. La scelta garantisce il rispetto del dolore dei congiunti senza trasformare l'atto in una rappresentazione pubblica di massa. Le autorità federali organizzano le modalità di accesso riservato all'area dove avverrà la punizione.
Le polemiche
La proposta iniziale aveva generato una profonda divisione all'interno delle forze armate americane e tra i funzionari governativi della stessa area politica. Oltre sessanta soldati avevano presentato una richiesta formale di esonero dal plotone di esecuzione per motivazioni morali e religiose. Le critiche avevano coinvolto anche i vertici religiosi e i rappresentanti del Congresso contrari alla spettacolarizzazione della giustizia penale. Il passo indietro della presidenza chiude le polemiche sulla diffusione globale delle immagini della morte del condannato.
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