26 gennaio 2020

Castelfranco

Rischia la vita in attesa di una visita medica

Denuncia la situazione sui social e le telefonano subito

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Rischia la vita in attesa di una visita medica

CASTELFRANCO - Una donna di Castelfranco chiede un appuntamento con l’allergologo, per poter avere il piano terapeutico che le consentirà di farsi prescrivere il farmaco salvavita ma dopo mesi ancora nulla. Preoccupata per il protrarsi dell’attesa denuncia tutto sui social e dopo poche ore arriva l’attesa telefonata.

Zoe Tempesta, questo è il suo nome, è di Castelfranco Veneto e soffre di una grave forma d’intolleranza alimentare che non le permette di assumere anacardi o noci brasiliane: anche un frammento minuscolo le causerebbe uno shock anafilattico, per il quale senza le cure mediche necessarie potrebbe anche morire. L’unico rimedio per rallentare la reazione ed avere il tempo di arrivare in ospedale, sono le siringhe monouso di adrenalina, che in quanto salvavita sono gratuite ma soggette a prescrizione da parte di un medico dell’Ulss che deve stilare un piano terapeutico.

“Dato che sapevo dei problemi dell’ospedale – spiega Zoe -, ho deciso di prendermi per tempo e ad ottobre mi sono fatta fare l’impegnativa dal mio medico ed ho preso l’appuntamento; prestazione da effettuarsi entro 120 giorni. Ok, nessun problema, il piano terapeutico mi scade a febbraio, 120 giorni sono quattro mesi, ottobre-novembre-dicembre-gennaio, sono a posto. Ad oggi, 3 aprile 2019, sono ancora in attesa di essere chiamata per la visita allergologica. Questo nonostante abbia fatto numerosi solleciti al CUP, ed abbia anche fatto un reclamo all’Ufficio Relazioni con il Pubblico, facendo presente che questa visita mi serve per ottenere un farmaco salvavita. A fine aprile mi scade l’adrenalina che ho avuto l’anno scorso”.

Stanca di non avere una risposta al problema decide di affidare la sua storia ai social, nella speranza di sbloccare la situazione. Questa mattina il suo lungo post in cui racconta la vicenda, passano solo 2 ore e venti minuti e viene contattata dall’Ulss per un appuntamento. “Ho ricevuto una telefonata dal CUP che mi ha offerto di fare la visita l'11 o il 12 di aprile – racconta Zoe -. Peccato che in quei giorni io sia via. Hanno detto che mi richiameranno per proporre altre date, e puntualmente dieci minuti dopo mi richiamano e fisso un appuntamento per l'8 di aprile. A volte fare casino serve”.

 



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