22 febbraio 2020

Treviso

Il prefetto congela lo "sciopero bianco" dei medici di famiglia annunciato dalla Fimmg

L'Usl di Treviso risponde punto su punto sulla sicurezza delle guardie mediche e sull'informatizzazione degli ambulatori

Mauro Favaro | commenti |

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Il prefetto congela lo

TREVISO – Il prefetto congela lo “sciopero bianco” appena proclamato dalla Federazione dei medici di base in segno di protesta contro l'Usl di Treviso. Attraverso un fax inoltrato al sindacato, Adinolfi ha ricordato che prima di dare il via a qualsiasi forma di agitazione nel pianeta socio-sanitario vanno seguite le procedure di legge che prevedono la formalizzazione dei punti di contrasto e un ultimo tentativo di conciliazione tra le parti.

 

Tanto più in questo caso, dato che l'altro ieri la Fimmg ha annunciato una mobilitazione addirittura di 50 giorni, cioè dall'11 novembre sino a fine anno. E poco importa che la sigla sindacale non parli di serrate degli ambulatori ma solo dell'applicazione certosina da parte dei medici di famiglia della convenzione che li lega all'Usl, rispettando al secondo l'orario di chiusura degli studi e facendo pagare ai pazienti i certificati e i moduli che i dottori non hanno l'obbligo di compilare. Le regole sono regole. Soprattutto se di mezzo c'è la salute.

 

Uno sciopero che colpisce 420 mila persone per un citofono in più o in meno non può che essere spropositato

 

Così Claudio Dario e Brunello Gorini torneranno a sedersi davanti al prefetto per provare a trovare un accordo sui nodi ancora da sciogliere: la partita dei rimborsi per l'informatizzazione degli ambulatori e il programma per rendere più sicure le guardie mediche. Cose su cui l'Usl, oltre alla serie di j'accuse della Fimmg, ha già le idee chiare. “L'annuncio dello sciopero è spropositato – mette in chiaro il direttore generale dell'azienda sanitaria, a suo tempo medico di famiglia a Santa Lucia di Piave – sono sereno e convinto che la maggior parte dei dottori, visto che molti li conosco personalmente, non possano pensare di tenere un atteggiamento così rigido verso 420 mila pazienti, in particolare in questo periodo, per questioni del genere”.

 

Questioni su cui l'Usl è comunque pronta a rispondere punto su punto. A partire dall'informatizzazione. “Il sistema dei rimborsi è stato condiviso attraverso un accordo firmato direttamente da ogni singolo medico di base – spiega il direttore sanitario, Pier Paolo Faronato – su 264 dottori in servizio negli ultimi mesi sono 215 quelli già liquidati o che verranno liquidati questo mese (con 2.400 euro lordi, ndr), mentre 49 non hanno ancora mai inviato una ricetta elettronica”. E a questi non spettano rimborsi. Anzi, dopo il 31 ottobre rischiano di essere sanzionati direttamente dal ministero delle Finanze. Infine le guardie mediche. “Dopo aver sistemato quella di Roncade, per cui ringrazio il sindaco, stiamo facendo un'indagine attraverso i direttori dei distretti – chiude Dario – abbiamo già avviato le procedure per acquistare dei videocitofoni. Certo che uno sciopero che colpisce 420 mila persone per un citofono in più o in meno non può che essere spropositato”.

 



Mauro Favaro

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