Terminal Bus di Castelfranco, l’amministrazione frena sull'apertura: “Servono sicurezza e servizi adeguati”
La Giunta Ghimenton fa chiarezza sulle ragioni del rinvio: lo stop agli autobus in Piazza Giorgione getta le basi per la futura pedonalizzazione e per la sicurezza del centro
CASTELFRANCO VENETO - L’avvio del nuovo Terminal Bus e la riorganizzazione della viabilità che gravita attorno al cuore cittadino richiedono un approccio globale e senza strappi. È questa la linea ribadita dalla Giunta guidata dalla sindaca Ghimenton di fronte al dibattito scaturito attorno allo slittamento dell'inaugurazione della struttura. Il Piano urbano del traffico varato dalla precedente amministrazione, seppur concentrato su una serie di interventi viabilistici a partire dal 2024, non offriva infatti una strategia risolutiva per deviare il flusso dei pullman di MOM e dei mezzi pesanti lontano dalla piazza centrale, carenza che ha spinto gli attuali amministratori a ricalibrare l'intero percorso insieme ai vertici dell'azienda di trasporto pubblico.
L'obiettivo prioritario resta quello di alleggerire l'arteria di viale Brigata Cesare Battisti e di dotare la nuova stazione degli autobus di tutte le dotazioni indispensabili prima del taglio del nastro. Non si tratta solo di autorizzare il transito dei vettori, ma di consegnare alla comunità uno spazio pienamente operativo, dotato di locale biglietteria, servizi igienici destinati al personale viaggiante, sistemi di presidio per la sicurezza, oltre alla pensilina di attesa e alla piantumazione del verde pubblico. “I contatti – dichiara l’assessora ai Lavori pubblici Barbara Concolato – sono costanti e frequenti per individuare le soluzioni migliori per la viabilità e per la realizzazione delle opere aggiuntive, dalla pensilina alla biglietteria, fino al verde. L’obiettivo è arrivare a una soluzione funzionale, sicura e adeguata alle esigenze della nostra città, senza limitarci ad accelerare i tempi di un’apertura che deve essere accompagnata da servizi e condizioni organizzative adeguate”.
L'assenza dei veicoli pesanti nel cuore urbano apre inoltre lo scenario a una radicale trasformazione urbanistica. Liberare Piazza Giorgione significa proteggere il manto stradale dai continui dissesti causati dai mezzi di grande stazza e porre fine alla promiscuità tra traffico e pedoni, ponendo la prima pietra per un'estesa pedonalizzazione. Parallelamente, il flusso dei trasporti viene canalizzato su un anello più esterno, lungo direttrice come via dei Carpani, viale Europa e via Forche, consentendo anche di incrementare la protezione attorno agli plessi scolastici.
“Il passaggio dei mezzi – spiega l’assessore alla Mobilità Alessandro Boldo – privilegia ora le direttrici esterne della mobilità, rafforzando i flussi su via dei Carpani, viale Europa e via Forche. L’azzeramento del transito dei mezzi in piazza Giorgione ridefinisce le priorità dello spazio urbano, trasformandolo da sistema di circolazione a spazio di riappropriazione da parte della cittadinanza. Il passaggio dei mezzi incideva inoltre sui dissesti della sede stradale, oltre a determinare una promiscuità nell’uso dello spazio pubblico. È il primo passo verso la prospettiva di pedonalizzazione della piazza. La riduzione del traffico su viale Brigata Cesare Battisti si inquadra nella prospettiva di favorire la sicurezza stradale e la definizione di zone scolastiche. Riducendo drasticamente il passaggio delle linee extraurbane in centro, creiamo le premesse per definire il trasporto pubblico locale”.
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