Viaggi, da quest'anno l'assicurazione non è più un'opzione: alcuni paesi la rendono obbligatoria per i turisti
Dalle cure sanitarie negli Stati Uniti ai bagagli smarriti, fino ai Paesi che nel 2026 la rendono obbligatoria: ecco quando conviene davvero stipulare una polizza prima di partire
Decidere se stipulare un'assicurazione dipende molto dal tipo di viaggio che stai organizzando. Più aumentano la distanza, il costo complessivo e le prenotazioni già pagate, più può avere senso proteggersi da spese impreviste.
Se hai deciso di trascorrere qualche giorno a New York o di partire verso destinazioni più lontane, l'assicurazione è sicuramente molto importante. E ti spieghiamo perché: il primo aspetto da considerare è l'assistenza sanitaria, che in alcuni Paesi può avere costi molto alti.
Negli Stati Uniti, per esempio, una semplice visita al pronto soccorso può trasformarsi in una spesa pesante, mentre un ricovero o un trasferimento sanitario possono raggiungere cifre molto elevate. Anche in Giappone le cure per chi arriva dall'estero vengono generalmente pagate per intero, mentre in Paesi come Indonesia o Thailandia le strutture private migliori possono essere costose e, nelle zone più remote, può rendersi necessario un trasferimento verso un centro più attrezzato.
In situazioni di questo tipo, un'assicurazione viaggio con una buona protezione sanitaria può sostenere spese mediche anche molto elevate e, nei casi più seri, includere l'assistenza o un eventuale rientro in Italia.
Voli cancellati e bagagli smarriti: gli imprevisti più frequenti
Tra gli inconvenienti che possono rovinare un viaggio lungo ci sono sicuramente i ritardi e le cancellazioni dei voli. Immagina quindi di essere già in aeroporto e di vedere comparire sul tabellone la scritta “volo in ritardo” oppure “cancellato”. La prima reazione può essere di panico: non sai se riuscirai a partire in giornata, se perderai la coincidenza o dove passerai la notte. Con un'assicurazione hai invece un servizio di assistenza da contattare subito, che può spiegarti come muoverti, quali spese possono essere rimborsate e quali documenti conservare per presentare la richiesta.
Un altro inconveniente piuttosto frequente riguarda il bagaglio che non arriva a destinazione. Dopo ore di volo ti presenti al nastro, aspetti che escano tutte le valigie e a un certo punto capisci che la tua non c'è. Se dentro avevi vestiti, effetti personali o qualcosa che ti serve subito, il problema diventa molto pratico: devi comprare almeno il necessario per affrontare le prime ore o i primi giorni di soggiorno. Una buona assicurazione può rimborsare queste spese e, se il bagaglio viene dichiarato definitivamente perso o arriva danneggiato, può prevedere anche un indennizzo entro i limiti stabiliti dalla polizza.
Quando il viaggio salta all'ultimo momento
Può anche capitare di dover annullare il viaggio per cause di forza maggiore, per una febbre improvvisa o per un imprevisto familiare inatteso. Alla frustrazione di dover rinunciare al viaggio tanto atteso si aggiunge quella di perdere una parte importante dei risparmi investiti per realizzarlo. In questo caso può essere utile una garanzia per l'annullamento: Heymondo, tra le opzioni disponibili online, prevede il rimborso delle prenotazioni non utilizzate quando la rinuncia dipende da una delle cause indicate nella polizza.
La protezione pensata per i nomadi digitali
Se invece appartieni alla sempre più numerosa comunità dei nomadi digitali, l'assicurazione può diventare utile per proteggere gli strumenti che usi ogni giorno per lavorare. Laptop, tablet, fotocamere e relativi accessori possono infatti essere assicurati in caso di danni causati da furto, incendio o aggressione.
Se la tua scelta ricade su Bali, tra le mete più gettonate dai digital nomad, e pensi di fermarti per settimane o mesi, può avere senso scegliere una polizza più completa. A Canggu, uno dei principali hub dell'isola per chi lavora da remoto, la presenza di digital nomad può superare le 14.000-16.000 persone nei periodi più frequentati.
Chi lavora con diversi Paesi e deve affrontare più spostamenti durante la settimana o nel corso dell'anno può invece approfittare di formule come le polizze annuali multiviaggio, evitando di sottoscriverne una nuova prima di ogni partenza.
I Paesi dove l'assicurazione è già obbligatoria
Ci sono infine destinazioni in cui l'assicurazione rientra direttamente tra i requisiti di ingresso. Dal 1° gennaio 2026, per esempio, chi viaggia in Georgia come turista deve avere una polizza sanitaria e contro gli infortuni valida per tutta la permanenza. Anche per le Seychelles, al momento della richiesta dell'autorizzazione di viaggio, è necessario dimostrare di avere un'assicurazione con assistenza medica valida durante il soggiorno.
Abbiamo visto diverse situazioni in cui stipulare un'assicurazione può essere conveniente, ma non bisogna necessariamente fermarsi alle formule standard. Esiste infatti anche la possibilità di personalizzare la polizza in base alle proprie esigenze di viaggio. La protezione può quindi essere adattata alla destinazione, alla durata del soggiorno e al tipo di esperienza che hai in programma.





















