05 aprile 2020

Montebelluna

Addio ad Attilio Reginato, presidente dell’Associazione Incontinenti e Stomizzati del Veneto

È scomparso dopo una lunga malattia, grande il cordoglio a Montebelluna e Castelfranco dove era molto conosciuto

| Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Attilio Reginato

MONTEBELLUNA – Grande commozione in tutto il Veneto e non solo per la scomparso dopo una lunga malattia Attilio Reginato, presidente dell’Associazione Incontinenti e Stomizzati del Veneto (AISVE) nonché membro del direttivo nazionale del FAIS la Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati a cui la sua associazione aderisce. Residente a Montebelluna, Attilio era una figura emblematica per il suo impegno volto a dare risposte concrete ai bisogni delle migliaia di stomizzati e incontinenti della nostra regione.

“Era come un padre per me”: ha commentato addolorata la dottoressa Fanni Guidolin, apprezzata Enterostomista specialista nella riabilitazione delle disfunzioni pelvi perineali, con la quale Attilio aveva condiviso tante battaglie ottenendo risultati senza eguali a livello nazionale. Non è un caso che tra i ricordi più affettuosi nei suoi confronti vi sia una lunga dichiarazione di Pier Raffaele Spena, Presidente nazionale del FAIS.

“Tra i vari ricordi di lui che mi resteranno dentro c’è quando il 26 giugno dello scorso anno, in occasione della presentazione della nostra campagna di sensibilizzazione sull’incontinenza presentata al Ministero della Salute, dove Attilio aveva portato la virtuosa esperienza del nuovo centro di III livello di Treviso, alla fine dell’evento mi abbracciò fortissimo in lacrime sussurrandomi “oggi sono felice” – scrive Spena -. Nell’aprile 2019, quando fui eletto presidente della FAIS lo volli fortemente nel direttivo ed il suo apporto è stato fondamentale per affrontare progettualità complesse”.

E ancora: “Ci sentivamo almeno una volta a settimana, quando negli ultimi mesi lo sentivo affaticato gli chiedevo se non fosse opportuno risparmiarsi per pensare a curarsi, ma lui mi rispondeva sempre “occuparmi dell’associazione è la mia vita”. Chi ti dà una risposta simile puoi solo amarlo e sperare di essere all’altezza durante tutta la vita. Attilio lascerà in me, e in tutti quelli che lo hanno conosciuto, un grande vuoto, abbiamo un grande debito verso di lui che dobbiamo onorare lavorando tutti i giorni con sempre più caparbietà, cercando di migliorare la qualità di vita dei più fragili. Glielo dobbiamo. Caro Attilio, il viaggio non finisce qui, continua perché ci hai insegnato e trasferito tanto, ora tocca a noi portare avanti le tue azioni. Ciao Amico mio”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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