Alex, dall'autopsia non erano emersi segni di annegamento
Possibili elementi microscopici, ma non decisivi per la morte
| Ansa |
VIDOR - Dall'autopsia su Alex Marangon non sono emersi segni macroscopici di annegamento, e la morte del ragazzo sarebbe stata causata principalmente dai colpi al capo e alle costole, non dall'eventuale inalazione di acqua per la caduta nel fiume Piave.
Il quadro è emerso nel corso dell'esame autoptico svolto nei giorni scorsi dal medico legale Alberto Furlanetto, nominato dalla Procura di Treviso, e da Antonello Cirnelli, perito della famiglia della vittima. Qualche segno di annegamento - secondo quanto si è appreso - potrebbe emergere dagli esami di laboratorio che arriveranno prossimamente. Quando è stato gettato nel fiume, in sintesi, Marangon era già morto o in fin di vita.
"La famiglia Marangon, nostro tramite, chiede un momento di rispetto e comprensione, sia per la difficolta emotiva che caratterizza questo doloroso momento che per rispetto del segreto istruttorio che caratterizza queste delicatissime fasi di indagine". Lo affermano in una nota gli avvocati Nicodemo Gentile, Piero Coluccio e Stefano Tigani, legali della famiglia del giovane trovato morto sul Piave dopo un rito sciamanico a Vidor (Treviso). "Questo - aggiungono i legali - è per Sabrina Luca e Giada il momento di concentrarsi sui preparativi per l'ultimo saluto da dare ad Alex, e se e quando ci sarà necessità di parlare con i media, saranno loro a farsi avanti. I signori Marangon ripongono nella Procura tutta la fiducia di cittadini e confidano nel fatto che la verità sulla morte del loro congiunto sia garantita quanto prima".
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