06 giugno 2020

Castelfranco

Comuni si associano per risparmiare sui costi

Riese Pio X è il tredicesimo dei Comuni della Marca ad accogliere le istanze delle OOSS confederali e dei pensionati

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RIESE - È stato firmato lo scorso lunedì 30 giugno l’accordo tra Comune di Riese Pio X e Parti Sociali relativamente alla piattaforma confederale inviata lo scorso febbraio a tutte le Amministrazioni comunali della Marca. “Questo è il tredicesimo dei verbali che abbiamo firmato finora” – ha detto Paolino Barbiero, segretario generale SPI CGIL di Treviso. “Anche alla luce dell’imminente scadenza del 31 luglio, termine entro il quale i Comuni devono approvare i bilanci preventivi 2014 è massima l’attenzione che poniamo al fisco locale – spiegano Gino Zancanaro e Derio Guidolin per Spi Cgil, Alfio Calvagna e Bruno Michielin per Fnp Cisl, e Pietro Beraldo e Aronne Franzoi per Uilp Uil.

 

Proprio in merito al bilancio di previsione 2014 il Comune di Riese Pio X ha promosso la necessità di agire sui costi standard per una definizione più uniforme sui trasferimenti e al fine di configurare sul territorio una maggiore omogeneità nell'erogazione dei servizi. Infatti, Riese Pio X lo scorso 18 aprile ha sottoscritto con i Comuni di Loria, Castello di Godego e Vedelago una lettera d’intenti con l’obiettivo di aggregare i servizi rivolti ai cittadini. “Attraverso la gestione associata di funzioni e servizi comunali – ha spiegato Matteo Guidolin, Sindaco di Riese Pio X - stiamo avviando con gli altri Municipi del territorio buone pratiche associative, quali i servizi informatici, la stazione unica appaltante, il coordinamento del primo soccorso, ma anche cultura e beni culturali, e la pianificazione sovra comunale. Questo ci permetterà di contenere i costi di gestione al fine di destinare risorse a servizi e spesa sociale”.

 

FISCALITA’ LOCALE - Le delegazioni sindacali affermano la necessità di rendere più omogenee, oltre all'insieme delle prestazioni comunali, anche le imposte applicate dai Comuni del territorio, con l'obiettivo principale di contenere e ridurre la pressione fiscale a livello locale e di semplificare il pagamento dei tributi con particolare riferimento alle modalità di applicazione della addizionale comunale IRPEF, della IUC (IMU-TASI-TARI). In particolare, per quanto riguarda l’addizionale comunale IRPEF, per il 2014 è confermata l’esenzione fino ai 12mila euro anni e il Comune si è impegnato per il 2015 a raccogliere la proposta di esentare i redditi fino a 15mila euro. Rispetto all’IMU l’Amministrazione comunale ha deliberato per le prime case di lusso (fascia A1-A8-A9) l’aliquota del 0,4% e, anche in ragione della contrattazione portata avanti dai Sindacati, per le seconde case date in comodato d’uso gratuito ai familiari di primo grado lo 0,76% stessa aliquota anche per aziende e terreni agricoli. L’aliquota TASI 2014 sulla prima casa è stata fissata al 0,2%, e non l’1,5 come suggerito dalle Parti Sociali. È stata deliberata, inoltre, una detrazione fissa di 50 euro e ulteriori 50 euro per ogni figlio di età inferiore ai 26 anni residente nello stesso nucleo familiare, mentre su tutti le altre tipologie di immobili e terreni l’Amministrazione ha optato per l’aliquota dello 0,1%. Inoltre è a carico degli inquilini il 30%. I Sindacati hanno condiviso con il Comune che, qualora si registrino entrate eccedenti rispetto alla copertura necessaria, in sede di saldo dell’imposta, i maggiori introiti, attraverso il modello ISEE, verranno destinati al sostegno dei redditi bassi e delle famiglie numerose. Infine, relativamente alle tariffe TARI, le OO.SS. ritengono utile che i Comuni agiscano presso i Consorzio per strutturare una riduzione delle stesse per le famiglie con reddito ISEE fino a 20mila euro.

 

Amministrazione e Sindacati hanno convenuto sulla centralità della legalità, in particolare relativamente agli appalti pubblici. Pertanto il Comune si è impegnato a non optare per gare al massimo ribasso, di rendere pubblici gli appalti in essere e quelli nuovi, e tutti gli affidamenti di incarichi di forniture e servizi che, a far data dal 1 luglio sono gestiti secondo la nuova normativa, dalla Centrale Unica di Committenza. Gli stanziamenti della funzione sociale sono previsti complessivamente per 630mila euro, dei quali 50mila destinati all’integrazione delle rette per gli ospiti non autosufficienti in casa di riposo, 80mila per i servizi domiciliari assistenziali e 160mila per i servizi all’infanzia.

 

Infine, relativamente al campo socio-sanitario e assistenziale, le OO.SS. richiedono, e l'Amministrazione concorda nell’impegnarsi per la qualificazione delle attività ambulatoriali specialistiche e la costituzione delle attività di medicina di base associata/integrata H12 o H24, mantenendo comunque il presidio medico nelle frazioni, e di verificare costantemente le condizioni di vita delle persone anziane. A tale scopo va costruito il necessario rapporto con ULSS e le Case di riposo (Centro Servizi) presenti nel territorio, per garantire gli interventi a garanzia della domiciliarità, tra l’altro, con l’attivazione dei pasti caldi, dei trasporti, dell’assistenza infermieristica e il sostegno per il disbrigo delle pratiche burocratiche e amministrative.

 

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