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13 aprile 2024

Treviso

Dalla Marca ecco la difesa contro i parassiti delle api

Il progetto BeeOShield che ha dato vita ad una attività sperimentale per creare un’innovativa difesa biomolecolare

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

ape

TREVISO - La difesa delle api ha un nuovo alleato grazie al progetto BeeOShield che ha dato vita ad una attività sperimentale, durata tre anni, per creare un’innovativa difesa biomolecolare contro i parassiti delle api. La conclusione del progetto frutto della collaborazione tra l’azienda Smart Bugs di Ponzano Veneto, l'Università degli Studi di Padova (Dipartimento di Biologia), l'Istituto Zooprofilattico delle Venezie, Impresa Verde Treviso-Belluno, APAT apicoltori in Veneto, Apicoltura Marcon e Apicoltura Vallazza.

Come detto BeeOShield è un progetto pilota sperimentale e di ricerca finanziata dalla misura 16 del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) promossa dalla Regione Veneto, che ha studiato l’efficacia e l’applicabilità in campo di alcune biomolecole naturali (dsRNA) contro i principali parassiti delle api. In un recente incontro sono stati presentati gli esiti di questi studi a dir poco confortanti.

“Il progetto si poneva l’obiettivo di dimostrare per la prima volta in Europa l'efficacia e l'applicabilità in campo dei dsRNA nel contrastare i maggiori parassiti delle api – spiega Emanuele Rigato dell’azienda Smart Bugs, capofila del progetto BeeOshield - La sperimentazione è iniziata su una sessantina di alveari sperimentali distribuiti su sei diversi siti del territorio Veneto. Sono state inoltre condotte sperimentazioni di laboratorio in parallelo per convalidare, consolidare e testate i risultati ottenuti in campo. Il progetto ha raggiunto come risultato la definizione di un protocollo di somministrazione in campo efficace, la dimostrazione dell’effettiva efficacia dei dsRNA contro i principali parassiti delle api, in particolare contro Varroa destructor, dando l’opportunità tuttavia di evidenziare eventuali criticità della tecnologia ancora in fase embrionale e quindi opportunità di ricerca per progetti futuri volti ad approfondire l’applicabilità di questa nuova tecnologia innovativa ed ecosostenibile non solo nell’ambito dell’apicoltura”.

 


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Isabella Loschi

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