29 marzo 2020

Benessere

Diabete: quale correlazione con le apnee notturne?

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Diabete: quale correlazione con le apnee notturne?

Numerosi studi scientifici, tra cui una recente ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Diabetes, sembrerebbero comprovare la correlazione tra il diabete e le apnee notturne. In particolare, emergono dati che mettono in relazione due fenomeni, la frequenza e l'intensità delle apnee durante il sonno e l’incidenza del diabete di tipo 2, una patologia legata soprattutto all’età adulta e caratterizzata da problemi di iperglicemia e insulinoresistenza.

 

Lo studio ha analizzato complessivamente quasi 339 mila persone, riscontrando la presenza dell’apnea ostruttiva notturna in 19.355 casi. Nello specifico, è stato notato un rischio più elevato di diabete di tipo 2 nei soggetti con diversi attacchi di apnea del sonno, in media da 5 a 15 episodi, rischio che diminuisce nelle persone con incidenze sporadiche oppure del tutto assenti.

 

Secondo le prime analisi degli studiosi, sembrerebbe che una non corretta ossigenazione nel sangue durante le ore notturne, oltre all’interruzione del sonno causata dagli attacchi di apnea ostruttiva, favorirebbero nei soggetti predisposti una maggiore sensibilità all’insulina, compresa un’alterazione nel processo di produzione di tale ormone.

 

Diventa, dunque, sempre più importante monitorare questo disturbo del sonno in maniera adeguata, evitando che possa scatenare modifiche metaboliche strettamente legate all’insorgenza del diabete di tipo 2. Ciò è fondamentale non solo nelle persone considerate a rischio, ad esempio perché obese o affette da altri problemi cardiocircolatori, ma anche in quelle perfettamente sane.

 

In questi casi, è necessario rivolgersi al proprio medico di famiglia, per verificare i livelli glicemici, dopodiché è indispensabile controllare con l’aiuto di uno specialista l’apnea notturna e trattarla prima che possa causare o peggiorare altre patologie.

 

Diabete di tipo 2: caratteristiche, cause e sintomi

Il diabete di tipo 2, indicato comunemente come diabete poiché interessa il 90% delle persone afflitte da questa malattia, è una patologia che colpisce soprattutto le persone in età adulta. Nei soggetti affetti l’organismo non riesce a produrre una quantità sufficiente di insulina, un ormone estremamente importante, il cui compito è regolare il glucosio nel sangue, oppure quella messa a disposizione non è in grado di svolgere l’effetto desiderato, situazione nota come insulino-resistenza.

 

La conseguenza diretta è una condizione di iperglicemia, ovvero un eccesso di glucosio nel sangue, uno zucchero monosaccaride aldeidico i cui valori normali dovrebbe essere compresi tra 70 e 100 mg/dl.

 

Le cause principali possono essere di varia natura, ad esempio legate all’ambiente, allo stile di vita oppure a fenomeni di tipo ereditario. Una delle condizioni che espone al rischio di contrarre il diabete di tipo 2 è l’obesità, poiché l’insulina prodotta non riesce a soddisfare la domanda eccesiva dell’organismo e si manifesta un deficit insulinico.

 

A differenza del diabete di tipo 1, non è necessario sottoporsi a iniezioni di insulina, tuttavia si tratta di una patologia cronica, dunque di fatto non è possibile guarire completamente ma soltanto mantenerla sotto controllo. I trattamenti prevedono un’alimentazione sana ed equilibrata, realizzata appositamente da medici nutrizionisti specializzati, l’aumento dell’attività fisica e nei casi più gravi l’utilizzo di farmaci ipoglicemizzanti.

 

Apnea notturna: di cosa si tratta

L’apnea notturna è un disturbo del sonno che colpisce le vie respiratorie, causando difficoltà nella respirazione oppure delle vere e proprie interruzioni estremamente pericolose.

 

In particolare, l’apnea ostruttiva è provocata dal restringimento dei condotti, con un blocco della respirazione che di solito dura almeno 10 secondi. La conseguenza diretta è una diminuzione dell’afflusso di ossigeno al cervello e agli altri organi del corpo umano, con una correlazione sempre più evidente con patologie cardiovascolari, situazioni di forte ipertensione e disturbi del metabolismo come il diabete di tipo 2.

 

Apnee e diabete: chi è a rischio e come comportarsi

In base alle prime analisi effettuate dallo studio, sembra rafforzarsi il collegamento tra le apnee ostruttive del sonno e la presenza del diabete di tipo 2. In particolare, tra i soggetti più a rischio ci sono le persone con problemi di obesità, inoltre vengono colpiti quasi il doppio degli uomini rispetto alle donne, con una maggiore probabilità nei soggetti con attacchi di apnea prolungati o più frequenti. Per questo motivo, è importante monitorare la qualità del sonno, rivolgendosi eventualmente al proprio medico di famiglia per sottoporsi al test della glicemia, in grado di rilevare la presenza di alterazioni di tipo insulinico.

 

I sintomi delle apnee notturne sono diversi, tra cui quelli più comuni sono il russamento, l’acidosi respiratoria, l‘aritmia, la bocca secca, il fiato corto e l’insonnia.

 

Inoltre, questo disturbo può provocare l’insorgere di problematiche che aiutano nella diagnosi, come i disturbi dell’umore, la difficoltà nella concentrazione, le emicranie e un calo del desiderio sessuale. Ad ogni modo, è essenziale richiedere supporto specializzato, per accertare tale condizione e intervenire qualora dovesse essere diagnosticato il diabete, evitando conseguenze gravi dovute alla mancanza di trattamenti.

 

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