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03 luglio 2022

Lavoro

GUERRA IN UCRAINA: BLOCCHI, AUMENTO DEI COSTI DI ENERGIA E MATERIE PRIME

Cosa fare per navigare nella tempesta

| Claudio Bottos |

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| Claudio Bottos |

guerra in ucraina ed economia

LAVORO - Stiamo uscendo dalla pandemia Covid, soprattutto per merito dei vaccini e per il comportamento della maggior parte degli italiani. I numeri della crescita economica del 2021 (PIL a oltre il 6%) ci facevano ben sperare per una ripartenza sostenuta. Purtroppo, c’erano due incognite che potevano mettere in discussione la ripresa. La prima è quella relativa all’aumento del costo delle materie prime, che, assieme all’aumento del costo dell’energia fa crescere l’inflazione, come avevo già scritto in questo articolo del luglio scorso. La seconda riguarda il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che ogni stato membro della comunità europea ha preparato e con il quale stabilisce un pacchetto coerente di riforme e iniziative di investimento da attuare fino al 2026. La Commissione autorizzerà gli esborsi ai paesi sulla base del soddisfacimento e del raggiungimento di un gruppo di traguardi e obiettivi che riflettono i progressi nelle riforme e negli investimenti previsti nel piano. Se i traguardi e gli obiettivi associati a una richiesta di erogazione da parte del paese non vengono tutti soddisfatti, e la Commissione, come ho scritto in questo articolo, ritiene che non tutti i traguardi e gli obiettivi associati a una rata siano stati raggiunti in modo soddisfacente, può effettuare un pagamento parziale. Il resto del pagamento della rata (sia prestito che sovvenzione) sarà sospeso. Per questa seconda incognita, la politica deve fare la sua parte nell’approvare e far attuare le riforme. A queste due incognite, in questi ultimi giorni se ne è aggiunta una terza, ossia la guerra in Ucraina, voluta da Putin. Questa acuirà ancora di più l’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime con conseguente amento dell’inflazione. Sappiamo che l’inflazione diminuisce il potere di acquisto dei cittadini, il che significa che per acquistare gli stessi prodotti e servizi bisogna spendere di più e pertanto decidere, soprattutto per chi ha un reddito di lavoro dipendente o una pensione, a quali rinunciare o acquistare in quantità minore. Questo, in sintesi l’impatto dell’inflazione sulla maggioranza dei cittadini che si ripercuote anche nelle imprese, perché si vendono meno prodotti e servizi. Mentre il singolo cittadino e le famiglie si aggiustano quasi in tempo reale, perché sapendo qual è l’entrata mensile modulano gli acquisti di beni e servizi cui necessitano (spesa alimentare, vestiario, cure estetiche ecc.) in base alle bollette di luce, acqua, gas, affitti o rate di mutuo che devono pagare mensilmente, come dovrebbero agire le imprese?

Le imprese dovrebbero dotarsi di strumenti di analisi per poter effettuare simulazioni e/o scenari futuri, sulla base dei quali prendere decisioni per il mantenimento della continuità aziendale. In questo momento il mercato è in tempesta perché ci sono prezzi che schizzano alle stelle, prodotti e materie prime che sono di scarsa reperibilità, aree in cui non si può esportare. Bisogna che l’imprenditore non si faccia prendere dalla paura o dal panico, ma sia calmo e razionale per esaminare la situazione ed elaborare strategie di uscita per il breve e medio termine, perché non si sa quanto questa situazione duri nel tempo, ovviamente speriamo poco. Le imprese più avvantaggiate sono quelle che possono analizzare i numeri delle performance fatte negli ultimi anni, e non solo quelle di bilancio, ma e soprattutto quelle che riguardano i prodotti/servizi venduti e/o acquistati, per area geografica, cliente, categoria e/o gruppo merceologico, e così via fino al singolo articolo. Oltre al periodo ed ai volumi (quantità e prezzi), è fondamentale poter avere dati anche sulla marginalità fino al singolo prodotto/servizio. Questo permette di poter costruire scenari proiettando nel futuro possibili aumenti o diminuzioni di volumi e marginalità per simulare quali sono i livelli che l’impresa può sopportare in termini economico-finanziari. Ciò aiuta a decidere quali sono gli eventuali prodotti/servizi da spingere alla vendita, su quali aree o tipo di clienti, e quali eventualmente da non acquistare e/o da togliere dal mercato temporaneamente o definitivamente.

Non è un lavoro semplice, ma è anche l’unico, seppur descritto in modo sintetico per farlo comprendere a molti, che permette di poter governare l’impresa nella tempesta, come un comandante governa la barca perché la conosce e la sa condurre tra le onde di una tempesta. Chi non sarà in grado di farlo, sempre per stare con il paragone della barca, si chiuderà dentro, la farà andare in balia delle onde nella speranza che passi presto la tempesta e che la barca con affondi, che nel caso dell’impresa significa il fallimento. Sono giorni decisivi, vedremo gli sviluppi e nel frattempo incrociamo le dita e speriamo che si fermi la follia della guerra.

di Claudio Bottos (Consulente del lavoro e di direzione strategica aziendale)

 

 

 


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Claudio Bottos
Consulente del lavoro e di direzione strategica aziendale

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