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23 giugno 2024

Vittorio Veneto

Qui si sente forte la Voce delle donne

Al liceo artistico Munari una mostra degli studenti per denunciare la violenza contro le donne iraniane. E tutta la violenza di genere

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Liceo artistico Munari

VITTORIO VENETO - Stamattina si sono presentati a scuola vestiti di nero. Una scelta coreografica che ha dato risalto a un evento organizzato da settimane, mesi, un intero anno scolastico. Gli studenti del liceo artistico Munari, uno dopo l’altro, hanno presentato le opere grafiche, pittoriche, scultoree su cui hanno lavorato nell’anno scolastico che sta per chiudersi. Opere ispirate al brutale assassinio della ragazza iraniana Masha Amini, uccisa dalla polizia perché non indossava correttamente l’hijab. Opere – di ottimo livello artistico – con cui hanno voluto denunciare le violenze e i soprusi che ancor oggi subiscono le donne iraniane, ma anche la ferocia e gli abusi di genere che lacerano anche la cosiddetta civiltà occidentale.

“Il progetto “La voce delle donne” – ha spiegato l’insegnante Luana Scatto, che ha ideato e coordinato l’iniziativa – è partito da un fatto di cronaca devastante per ogni coscienza. Il 13 settembre, a Teheran, la ventiduenne Mahsa Amini viene stata arrestata dalla polizia morale perché una ciocca di capelli sfugge all’hijab che è obbligata a indossare. Muore tre giorni dopo per le percosse subite. Nei giorni successivi Il popolo iraniano insorge, le forze democratiche di tutto il mondo manifestano il dolore per la morte di Mahsa e protestano contro la barbarie al grido di “Donna, vita, libertà”. Gli studenti del liceo artistico Bruno Munari si sono uniti alla protesta con le loro opere cercando di trasformare la paura, la rabbia e la violenza in segni, colore e materia, come se l’alchimia dell’arte potesse far sentire ai più le sofferenze di un popolo e ridare voce alle donne iraniane”.

Trentadue studenti delle classi 3^A, 4^A, 5^B, 5^C dell’indirizzo Arti figurative, dopo un’attenta ricerca e una progettazione accurata, hanno quindi realizzati 29 opere con tecniche miste: sculture, installazioni, pittura, incisioni, xilografie, stampe. Opere che stamattina sono state presentate anche all’assessore alla cultura Antonella Uliana.

La mostra, illustrata dagli studenti-protagonisti, è il risultato di un articola e fecondo percorso didattico, da cui –oltre le indubbie abilità conseguite - traspare anche emozione, condivisione, partecipazione al dolore collettivo, ma anche speranza e desiderio di riscatto civile.

Tra i docenti che hanno collaborato al prezioso progetto vi sono Marianna Quintiliani, Fabiola Villalta, Valeria Genuardi, Massimo Forlin, Aldo Merlo, coadiuvati dai tecnici Rocco Caiazza e Michela Siano.

“La speranza – hanno affermato Luana Scatto e il dirigente del Munari, Alfredo M.M. Mancuso – è che il progetto possa trovare collocazione e voce anche fuori dalla scuola (dove peraltro sarà visibile previo appuntamento nei prossimi giorni)”.

Una speranza accolta dall’assessore Antonella Uliana e soprattutto da Luca Miglioranza del Gruppo Alpini di Treviso, che – concretamente - ha invitato studenti e insegnanti ad allestire la mostra presso lo spazio espositivo “Portello Sile” di Treviso.
 

 



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